Sto imparando a valutare in modo diverso le risorse – suor Daniela Alborghetti

Quindicesimo appuntamento della nuova rubrica del CMD; ancora una lettera da suor Daniela Alborghetti che ci scrive da Ifunde, in Tanzania.

Carissimi, il Signore vi dia Pace!

Visto che finora sembra funzioni, eccomi a voi per il nostro ormai abituale appuntamento di condivisione settimanale…

La scorsa settimana abbiamo vissuto un’evento davvero incredibile: ha piovuto per ben 2 giorni!!! In realtà il primo giorno ha piovuto quasi per un’ora e già tutti erano abbastanza sorpresi dall’evento: l’ultimo giorno di pioggia qui è stato a Pasqua e, secondo le stagioni, fino a dicembre non avrebbe più dovuto piovere; in realtà la situazione non era poi delle più rosee perché già da due anni la stagione delle piogge finisce troppo presto e nella savana si stava già seccando tutto. Pensate quindi a quale benedizione sia per la terra riarsa ricevere per 2 giorni consecutivi l’acqua dal cielo!

In effetti da quando sono qui sto imparando a valutare in modo diverso le risorse che abitualmente sono a nostra disposizione: l’acqua, grazie a Dio e al sistema di raccolta sapientemente costruito, in casa a noi non manca, ma questo non significa che ci si possa permettere il lusso di sprecarla; dalla mia prima visita ora c’è anche l’acqua calda sempre disponibile, grazie ad un sistema di caldaie alimentate a energia solare, così per fare la doccia, lavare i piatti o fare il bucato non è più necessario mettere i pentoloni d’acqua sulla stufa, ma è sufficiente andare con il secchio in giardino al serbatoio, sempre che ci si sia ricordati di accendere la pompa e riempirlo tramite l’acqua del pozzo!!!!

Per l’elettricità abbiamo 2 pannelli solari, ma le attività che richiedono molta corrente, come stirare o utilizzare i forni, vanno fatte nelle ore in cui il sole è più forte in modo da non scaricare del tutto le batterie; altrimenti si rischia quello che è successo al nostro parroco un paio di volte negli ultimi giorni: dopo 5 minuti che eravamo in chiesa per le preghiere del mattino si è spento tutto e così abbiamo dovuto continuare al buio (alle 6.20 il sole non è ancora sorto!) e celebrare la Messa a lume di candela… in realtà, a parte il fatto che non riuscivo più per metà della Messa a leggere le risposte in Kiswahili, l’ho trovato pure romantico!!!!

Nella mia ultima mail vi ho parlato delle jimuia, le comunità di base che costituiscono la nostra parrocchia, che sono circa una decina, nelle mie attività pomeridiane il mercoledì è dedicato alla visita di una comunità (si va a rotazioni in ognuna). Insieme a sr Fransiska e a Edda, la nostra novizia, verso le 16.30 partiamo per raggiungere zone più o meno vicine del villaggio; in teoria al nostro arrivo dovremmo trovare la comunità già radunata, ma in pratica inizia il tour delle case per chiamare le mamme o gli adulti che partecipano all’incontro: per i bambini non c’è bisogno, appena ci vedono partecipano più che volentieri alla nostra “caccia al cristiano”! In questo modo ho avuto l’occasione di visitare diverse case e di fare esperienza della naturale ospitalità della gente africana: qualsiasi cosa stanno facendo smettono e subito portano la sedia per l’ospite e ti invitano a fermarti nella loro casa!!!

Dopo aver raccolto il gruppo, nel cortile tra due case o sotto un albero a seconda dei posti, si stende a terra un telo cerato su cui si sale dopo aver tolto sandali o ciabatte e ci si siede per terra; solitamente per la “suora italiana” e le persone anziane vengono portati sgabelli e sedie, ma da una settimana a questa parte sono riuscita a dimostrare che posso sedermi a terra come tutti gli altri, visto che l’età e le condizioni fisiche ancora me lo permettono… Per fortuna sono arrivati più anziani di quelli che si aspettavano e così ho potuto cedere il mio sgabello senza offendere nessuno: dalla prossima volta sono sicura che non sarà più un problema se mi siedo con i bambini e le donne per terra perché qui hanno un sistema efficientissimo per passarsi parola sulle cose!!!

Dopo che ognuno ha preso posto si inizia con un canto per invocare lo Spirito Santo seguito da un momento di preghiera più o meno lungo, solitamente il rosario; poi si legge, circa 5/6 volte il Vangelo della domenica precedente e quindi si fa condivisione sulla Parola. Non è facile che le persone inizino a parlare, ma, se qualche mamma, o nonna, rompe il ghiaccio, poi escono anche dei bei commenti!

Sabato e domenica insieme a sr Alessandra e sr Cinzia sono stata in due parrocchie della Diocesi, distanti un paio d`ore di macchina, dove sr Cinzia doveva tenere un incontro per la promozione della Vita in cui spiegava le tecniche abortive in modo da sensibilizzare soprattutto le ragazze su questo tema. Purtroppo, dato lo stile di vita culturalmente diffuso ed accettato, le gravidanze di ragazze anche piccole qui sono un vero problema insieme a tutte le malattie sessualmente trasmesse (pensate che all’inizio di ogni villaggio c’è un grande cartello con scritto: benvenuti a … fai attenzione all’aids e alle malattie del sesso! … cambia un po’ la formulazione ma il messaggio è sempre quello). La scorsa settimana in ambulatorio ho imparato a fare il test sul sangue per la sifilide e dato la scarsità dei mezzi del nostro laboratorio mi sono trovata assunta come rotore manuale: praticamente dopo aver versato un goccia di soluzione contenente l’antigene sulla goccia di sangue e averli mescolati è necessario far ruotare il vetrino per 8 minuti per poter avere il risultato… io sono diventata all’occasione la macchina che fa ruotare il vetrino!!! A parte questo aspetto curioso, purtroppo tutti gli esami che ho fatto hanno dato esito positivo, e questo mi ha rallegrato molto meno della possibilità di imparare qualcosa di nuovo, e soprattutto l’età media dei miei pazienti era molto bassa e tra di essi c’era pure una giovane mamma all’ottavo mese di gravidanza…

…Queste malattie (Hiv, sifilide, gonorrea, epatite) sono una vera piaga qui e purtroppo non è per niente facile fare attività preventiva perché difficilmente si riesce ad incidere sullo stile di vita, ma sicuramente le suore qui si stanno dando molto da fare in merito.

Grazie a questi incontri, domenica mattina ho potuto persino confessarmi da p. Salvatore, un fidei donum siciliano che da 17 anni vive qui in Tanzania: è stato veramente un grande dono poter festeggiare in questo modo la Pentecoste!!! (…Grazie Gesù!!!!)

Da giovedì aspettiamo i giovani per un incontro che durerà fino a domenica: non sappiamo ancora quanti saranno (potrebbero andare da una decina a 70/80!) perché le conferme che hanno dato, mi hanno detto le suore che non sono mai molto attendibili…

…Vi farò sapere!

Ovviamente vi porto con me ricordandovi ogni giorni con affetto nella preghiera, grata della vostra vicinanza nel Signore!

Abbraccio ciascuno e in Cristo vi benedico!

sr dany

Pubblicato in Lettere dall'Africa, Lettere dalla missione