L’importantissimo impegno delle Wawata, le mamme cattoliche – suor Daniela Alborghetti

Giungiamo alla sedicesima “Lettera dalla missione”. Ce la scrive suor Daniela dalla Tanzania, Ifunde per la precisione.

Carissimi, il Signore vi dia Pace!

Dopo un`altra settimana ho la gioia di condividere con voi un altro pezzetto della mia esperienza…

Gli ultimi giorni sono stati pieni di eventi e di persone: a questo ha contribuito anche il mio primo (ed ultimo, grazie a Dio!!!!) turno di cucina…

…Può sembrare sciocco, ma dover fare le cose che uno conosce da tempo in modo diverso ti cambia un po’ la prospettiva! Qui non ci sono tutti gli ingredienti per cucinare che solitamente si trovano in Italia e anche l’attrezzatura cambia un po’; nonostante tutto sono riuscita a non avvelenare la comunità e a cimentarmi anche con piatti locali! A proposito, qui c’è un sistema velocissimo e molto semplice di fare la polenta, cibo peraltro molto diffuso, e sono stata davvero felice di impararlo!!! …Quello che credo sia stato più apprezzato è lo sfornamento di crostatine alla nutella e biscotti di pasta frolla che mi ha vista impegnata il sabato mattina!

L’incontro con i ragazzi è andato bene: erano in 37, 25 maschi e 12 femmine, provenienti da varie zone della Diocesi; hanno seguito gli incontri tenuti da sr Alessandra e sr Cinzia, hanno rielaborato quanto ascoltavano in piccoli gruppi per poi condividere le sintesi di ogni gruppo tutti insieme e soprattutto hanno mangiato come dei lupi: a qualsiasi ora e qualsiasi cosa!!! (tanto che dopo tre giorni si presentavano tutti con una bella pancetta arrotondata!) Gli alberi di mapera, un frutto che non si trova in Italia ma che qui è molto diffuso, sono stati il loro luogo preferito: in alcuni momenti abbiamo dovuto persino iniziare a sequestrarle!!! (Anche perchè se se ne mangia troppe danno non poche complicazioni intestinali…poi la sera venivano a piangere per il mal di pancia!!!)

Durante 2 sere abbiamo visto il film su san Pietro della RAI in lingua inglese, che loro, essendo studenti delle superiori, dovrebbero conoscere bene: visto che l’inglese non era troppo complicato sono riuscita a seguirlo bene anche io e devo dire che, nonostante sia stata divorata delle zanzare, mi è piaciuto molto…

…Presenta la figura di Pietro in modo molto “umano”, senza nasconderne le fragilità e le contraddizioni e mi è piaciuto moltissimo il momento in cui dopo la risurrezione Pietro sente tutto il peso del suo rinnegamento e a Gesù che gli chiede nuovamente di guidare la sua Chiesa risponde: “Signore, ma io sono caduto!” e Gesù a lui: “Proprio per questo ti scelsi allora e torno a sceglierti oggi!”. So che non è una citazione letterale del Vangelo, ma io credo che sia abbastanza realistica come situazione; sicuramente a me dà molta fiducia per il mio cammino: l’esperienza del mio limite e del fallimento non mi allontana da Gesù, ma lo avvicina perché la Sua forza possa sostenermi maggiormente nella sequela, inoltre fare esperienza della caduta ammorbidisce il nostro cuore davanti alle cadute dei fratelli…Chi sono io per giudicare?

In ambulatorio c’è stato il solito afflusso quotidiano, anche se negli ultimi giorni siamo molto più veloci con il lavoro: complice il clima (non essendoci più piogge stanno diminuendo anche le zanzare) i casi di malaria si sono notevolmente ridotti e questo comporta uno scorrere più fluido dei pazienti visto che non è necessario fare quasi a tutti il test sul sangue. In compenso sono aumentati in modo proporzionalmente inverso le febbri da raffreddamento (bronchiti, polmoniti, placche, laringiti, etc), perché ora l’escursione termica tra giorno e notte è decisamente avvertibile e, visto che la maggior parte di loro dorme in capanne non termicamente isolate e quasi nessuno in casa ha le coperte, non e’ certo difficile prendere freddo di notte…

…Stanno infatti arrivando sempre più bimbi con il naso smoccioloso e la tosse forte che rimangono in ogni caso bellissimi!!!!

Questo afflusso sempre costante di malati è sicuramente un progresso molto importante: qui le persone si rivolgono quasi sempre alla “medicina naturale”, ovvero agli stregoni, che solitamente si limitano a fare delle incisioni sulla parte malata per permettere allo spirito maligno di lasciare la persona e farle così ritrovare la salute. Ovviamente questo è molto deleterio, soprattutto nel caso dei bambini, però sempre più persone si stanno rendendo conto che le medicine delle suore funzionano meglio e di più, e questo anche grazie all’impegno di un gruppo di mamme, le WAWATA, ovvero le mamme cattoliche (WAmama WAkatoliki TAnzania), presenti anche nella nostra parrocchia e di cui si occupa sr Franzisca, che si stanno impegnando per migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie grazie a dei piccoli progetti di collaborazione economica (mettono insieme dei soldi per comprare i semi e gli attrezzi necessari per coltivare di più e meglio e si organizzano per la preparazione e la vendita del cibo) per poter soprattutto garantire ai loro figli l’istruzione e l’assistenza sanitaria, visto che i padri sono spesso assenti su questo versante. Nel loro impegno promuovono anche nuovi stili di vita come la pratica del family planning e il ricorso ai medici in caso di malattia insegnando anche alle altre donne a liberarsi dalla schiavitù della stregoneria; in effetti anche grazie al loro supporto qui in Ifunde la mortalità infantile si sta via via riducendo!

Un altro problema a livello sanitario è legato alla presenza delle Duka la Dawa (negozio delle medicine): solo qui ad Ifunde ci sono tre farmacie, oltre al nostro dispensario, e, come potrete ben immaginare, non serve essere farmacisti per aprirne una né la ricetta medica per comprare un farmaco… questo porta ad un abuso impressionante dei farmaci (pensate che qui la confezione di paracetamolo e degli antibiotici è di 1000 compresse!!!), soprattutto gli antimalarici: se un bambino inizia a vomitare o ha mal di testa, i genitori solitamente iniziano a dargli l’antimalarico; questo crea una resistenza notevole ai farmaci e quindi diventa molto difficile riuscire a curare la malaria che qui è molto diffusa. Inoltre se un bambino o un adulto ha iniziato la terapia antimalarica la deve terminare anche se non ha la malaria e in ogni cosa non è possibile fargli il test!

Anche il dover recarsi in ospedale non è poi così semplice: esistono i reparti ed alcuni funzionano anche abbastanza, ma se ci si deve recare in pronto soccorso bisogno portarsi almeno 100.000 shilling perché si deve pagare tutto, dal farmaco alla siringa utilizzata per somministrarlo, alle garze, i cerotti e qualsiasi altra cosa; se poi è necessario il ricovero bisogna avere una persona che rimanga con il malato tutto il tempo (che lo assista, cucini per lui e se ne prenda cura in ogni esigenza fisiologica) e bisogna pure portarsi le lenzuola da casa. Non è poi detto che tutta l’apparecchiatura clinica sia sempre efficiente, ma questo succede anche in Italia, e soprattutto bisogna pregare di non aver bisogno di trasfusioni a meno che qualcuno con il sangue compatibile sia a disposizione per la donazione: quello del sangue qui in Tanzania è un problema molto grave, considerando che vista la diffusione dell’aids e delle malattie sessualmente trasmesse si riduce molto il numero dei potenziali donatori…pensate che ogni anno muoiono solo per il parto più di 5000 donne per la mancanza di sangue!

Dopo questo ulteriore “assaggio” d’Africa, vi abbraccio tutti con affetto e vi ricordo ogni giorno al Signore nella preghiera!

In Cristo vi benedico!

sr dany

Pubblicato in Lettere dall'Africa, Lettere dalla missione