PARTENTI

Ti piacerebbe vivere un’esperienza in missione? Contattaci!

Dovremo conoscerci e prepararci a viverla al meglio, ma è un’esperienza per tutti!

Di seguito trovi alcuni racconti di esperienze missionarie e gli appuntamenti per la formazione organizzati di anno in anno prima delle partenze.

Se sei interessato a partire, contatta:
Filippo Bargnesi (Segretario) – cmdfano@gmail.com.

Vacanze di Natale in missione! Racconto dal Burundi

BURUNDI – Siamo Gabriele e Lucia e quest’anno il nostro periodo di vacanze natalizie lo abbiamo trascorso in Burundi per vivere un’esperienza missionaria. Precisamente nella città di Gitega, la capitale, accolti dalla Congregazione degli Apostoli del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo. Nel venti giorni di permanenza i Padri ci hanno premurosamente accolti ed accompagnato alla scoperta di questo bellissimo paese che visitavamo per la prima volta, introducendoci gradualmente a conoscere la sua storia, la sua cultura e la sua natura ancora incontaminata. Il Burundi è uno dei paesi più poveri al mondo, in media una persona vive con circa un dollaro e mezzo al giorno, è situato nel cuore dell’Africa e ha una delle più alte densità di popolazione.

Nello specifico abbiamo avuto l’opportunità di visitare tre villaggi Pigmei e progetti voluti e sostenuti dalla Congregazione che ha come carisma proprio quello di essere accanto alla popolazione Batwa (Pigmei), una etnia emarginata dal resto della popolazione. All’origine nomade, è diventata stanziale grazie all’intervento della Congregazione, che ha acquistato dei terreni dallo Stato per destinarli a questo popolo. Questo ha favorito la nascita di villaggi e ha permesso ai Padri di farsi prossimi a questo gruppo etnico. Abbiamo iniziato visitando una scuola, equivalente alla nostra scuola secondaria di primo grado, destinata a ragazzi provenienti dai villaggi pigmei: una struttura totalmente gratuita che offre la possibilità di soggiornare e vivere insieme, assistiti da personale educativo. Agli alunni più meritevoli viene inoltre offerta gratuitamente la possibilità di proseguire gli studi presso l’adiacente Liceo Tecnico, che propone percorsi di Informatica gestionale, Informatica e telecomunicazioni, Manutenzione informatica e quello di Elettromeccanica, con l’opportunità di frequentare insieme a coetanei non appartenenti all’etnia Batwa. Si tratta di una realtà davvero significativa quella di Nyabututsi: ben organizzata e curata, non si limita a fornire un sostegno materiale, ma offre anche un accompagnamento educativo. Grazie a questo percorso, i giovani vengono avviati a professioni spendibili nella società e, di conseguenza, verso una progressiva indipendenza economica.

Un’ulteriore opportunità offerta dai Padri della Congregazione per i Pigmei è rappresentata dal lavoro presso le loro aziende agricole. La principale si estende su circa 90 ettari: metà della superficie è destinata alla coltivazione di mais, patate e soia, mentre l’altra metà è occupata da un bosco di eucalipti, utilizzati per la produzione di legname da costruzione e di legna da carbone.
All’interno di questa azienda, dotata anche di magazzini per lo stoccaggio dei prodotti, vengono impiegati i pigmei nella lavorazione della terra — svolta ancora esclusivamente con l’uso della zappa — in prevalenza donne, con l’obiettivo di garantire loro un’occupazione e quindi il sostentamento. L’attività è supportata dalla consulenza tecnica di un agronomo, che segue anche il processo di certificazione di sementi di qualità. La visita a questa realtà è stata per noi particolarmente arricchente, poiché ci ha permesso di conoscere, confrontarci e toccare con mano la professionalità con cui viene gestita l’attività agricola.


La visita più coinvolgente è stata quella ai tre villaggi di Mabaya, Rukoba e Mugnika. Fin dal primo incontro siamo stati accolti con danze e canti festosi da bambini e adulti, che ci hanno poi accompagnato lungo le strade del villaggio. Incontrare le persone è stato per noi il momento più intenso: un’esperienza che ci ha profondamente fatto riflettere e ha lasciato in noi un segno indelebile. Abbiamo potuto osservare le abitazioni, costruite nel corso degli anni grazie al contributo dell’Associazione Urukundo e del Centro Missionario Diocesano di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola, accanto ad alcune capanne che, seppur in numero ridotto, sono ancora presenti in diversi villaggi. In ciascuna comunità abbiamo visto campi coltivati per il sostentamento delle famiglie e piccole attività artigianali, soprattutto legate alla produzione di vasi in terracotta.
Il villaggio di Mabaya rappresenta il villaggio modello, dove i Padri sono presenti con una loro casa. Qui è stata portata l’acqua in vari punti del villaggio tramite fontanelle ed è stata recentemente completata la costruzione della Casa della Comunità, dotata di pannelli fotovoltaici che la rende l’unico edificio dotato di energia elettrica. La struttura comprende un ampio salone destinato sia agli incontri della popolazione sia allo svolgimento di corsi di avviamento all’uso del computer e di corsi di cucito per le donne del villaggio, attualmente ancora in fase di progettazione e di acquisizione delle attrezzature necessarie. In questa occasione abbiamo incontrato alcune donne che ci hanno raccontato il progetto e il loro desiderio di acquisire competenze sartoriali, chiedendo un aiuto concreto per l’acquisto di macchine da cucire.

Durante le visite ci siamo resi conto della cura, della presenza costante e dell’attenzione premurosa che i Padri riservano alla popolazione Batwa, mantenendo anche rapporti di stima e collaborazione con i capi villaggio. Ci ha colpito in particolare il fatto che conoscano in modo approfondito le situazioni familiari e personali delle persone, e non abbiano soltanto una visione generica delle condizioni dei villaggi.
Accanto a tutto ciò, abbiamo però vissuto un forte senso di impotenza di fronte alle grandi e oggettive necessità della popolazione, difficili da affrontare a causa delle carenti infrastrutture, dell’assenza dello Stato e di un sistema corrotto che incide negativamente sulle condizioni di vita. Una popolazione segnata da instabilità e crisi politiche, corruzione, guerra civile e massacri etnici recenti. Abbiamo avuto la chiara percezione che siano soprattutto le congregazioni religiose, le associazioni e la Chiesa locale a svolgere funzioni di sostegno sociale che dovrebbero rientrare nelle competenze statali.

 

Tante altre realtà, persone e storie abbiamo conosciuto e tante altre considerazioni potremmo condividere ma a conclusione per brevità, riportiamo il pensiero di ringraziamento che abbiamo lasciato alla comunità che ci ha accolti e accompagnati in questo viaggio, che ci sembra riassumere la profondità dell’esperienza vissuta.

“Un grazie di cuore per averci accolto in questo periodo Natalizio. Ogni giorno abbiamo pregato e celebrato con voi, apprezzando la cura e l’attenzione che avete avuto nel farci partecipi della vostra spiritualità. È stata per noi un’occasione di incontro e di conoscenza della vostra ricca realtà diocesana. Abbiamo vissuto la fraternità e apprezzato il comune desiderio di giustizia, la creatività nel cercare e realizzare nuove opportunità per l’umanità dimenticata. È stato bello vedere e vivere la gioia delle comunità parrocchiali nelle celebrazioni eucaristiche, godere dei panorami veri e rigogliosi, delle bellezze naturali che questo paese offre. Il tutto ha reso questa esperienza un’occasione di crescita spirituale e umana che lascerà un segno profondo nella vita personale, di coppia e di famiglia”.

Gabriele e Lucia

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È sempre tempo di partire! Ritiro di formazione per esperienze in missione

Ti invito a San Vito…. È sempre tempo di partire!

Il ritiro invernale organizzato dal Centro Missionario Diocesano di Fano quest’anno coincide con la formazione dei giovani in partenza per esperienze missionarie estive.

Si terrà dal 20 al 22 Febbraio e affronteremo tematiche legate al viaggio, alla missione e alle realtà missionarie in cui operiamo.

Il ritiro è aperto a tutti coloro che hanno a cuore la missione, saremo a San Vito sul Cesano, presso la casa parrocchiale.

Offerta minima consigliata per coprire le spese 50 euro, iscrizioni entro il 10 Febbraio al seguente link:

https://forms.gle/GPAkQpoHeGpkWRtf9

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ESTATE 2026… IN MISSIONE! – Aperte le adesioni

Anche quest’anno il Centro Missionario Diocesano offre la possibilità di esperienze in missione per l’estate 2026.

Saranno possibili periodi di tre o quattro settimane nei mesi estivi o autunnali dove vivere al fianco dei missionari per condividere un’esperienza di fede e umanità. Le mete possibili che valuteremo insieme potrebbero essere in Africa, Sudamerica o Asia.

Per vivere al meglio l’esperienza è necessario un percorso di preparazione che prevede incontri per conoscerci e conoscere la Missione e le realtà che incontreremo, e alcune proposte per condividere con le parrocchie e la Diocesi che ci invia le esperienze.

Il termine per comunicarci se sei interessato è il 15 dicembre, il percorso di preparazione è lungo e complesso! (definire i gruppi e le date, visti, passaporti, prenotazione voli a tariffe ragionevoli…).

Se sei interessato compila il modulo e sarai ricontattato per tutti i chiarimenti, di modo che potrai poi confermarci o meno se vuoi unirti a noi in questo lungo Viaggio!

Filippo Bargnesi
segretario CMD Fano

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In Burundi con tutta la famiglia – Burundi 2025

BURUNDI – Quando ci siamo sposati avevamo un sogno: vivere un’esperienza missionaria con tutta la famiglia.

Questa estate il sogno si è realizzato. Siamo partiti per il Burundi!

In questi anni, tanto ne abbiamo sentito parlare, ma vedere con i propri occhi, ascoltare con le proprie orecchie, odorare con il proprio naso, toccare con le proprie mani, gustare con la propria bocca… è tutta un’altra cosa. E quando gli occhi sono di mamma, babbo, figlia e figlio, è entusiasmante!

Percorrendo strade rosse, dissestate, piene di polvere, piene di gente, piene di bambini, siamo arrivati nelle città, nei paesi, nei villaggi, nelle comunità, nelle parrocchie, alle sorgenti del Nilo, alle cascate di Karera, sul lago degli uccelli e sul lago Tanganica. L’ospitalità di Padre Gilbert e di tutta la comunità è stata grande!! Désiré un accompagnatore perfetto!!

Abbiamo visto tutto ciò che viene realizzato grazie ai contributi che arrivano dall’Italia e al grande lavoro degli Apostoli del Buon Pastore. Tante cose!!

Nei villaggi abbiamo visto le case in mattoni di argilla terminate e quelle in costruzione, i frati e i preti sono bravissimi muratori e bravissimi educatori. In un villaggio, i bimbi ci hanno salutato con una canzoncina in italiano e ci hanno colpito con la loro calma, rispetto ed educazione. Quando Anna e Andrea hanno consegnato le caramelle si sono divisi in due file, con calma e silenzio hanno aspettato il loro turno.

Anche la consegna delle tessere sanitarie e delle caprette sono stati momenti molto significativi.

È bello vedere le persone felici, ma bisogna essere soprattutto pronti ad ascoltare chi si lamenta ed è triste perché ancora non ha ricevuto ciò che ha chiesto. Vivere queste situazioni con i propri figli, rifletterci insieme è stato molto educativo. Per tutta la famiglia.

In un villaggio, abbiamo incontrato una ragazza che parlava il francese e chiedeva di poter fare la sarta, è riuscita a fare un corso di formazione a Gitega e desiderava tanto una macchina. Ascoltata questa richiesta, valutato il costo d’acquisto e il beneficio che la comunità poteva averne, si è deciso di acquistare due macchine da cucire, così altre donne avrebbero potuto imparare. Dopo una settimana, siamo tornati nel villaggio per la consegna. Le macchine e il loro mobiletto erano nel cassone del pick-up. Appena parcheggiato, non abbiamo avuto il tempo di prenderle che la ragazza, da sola, senza alcun aiuto, aveva caricato in spalla il mobiletto. In un attimo ha perfettamente sistemato le due macchine. Era veramente felice. Ora basterà portarle stoffe e fili e potrà cucire le divise della scuola per i bambini!

Riuscire a mandare a scuola i bambini è fondamentale in Burundi. È stato molto bello l’incontro con i ragazzi e le ragazze che grazie al Progetto Università riescono a laurearsi. Sono consapevoli di essere persone molto fortunate. Hanno purtroppo difficoltà ad avere le necessarie attrezzature, soprattutto computer e smartphone tecnologicamente evoluti.

Per le loro famiglie rappresentano una grande ricchezza, in genere sono l’unico figlio, fra sette o più fratelli e sorelle, che riesce a studiare.

Le famiglie sono numerose, ogni volta che ci presentavamo ci veniva rivolta la stessa domanda: “Dove avete lasciato gli altri figli?”. Non potevano credere che ne avessimo solo due.

I bambini sono tantissimi, stupendi, felici per avere ricevuto una caramella, anche se chissà con quale futuro … nonostante tutto … sono bambini liberi! Liberi di correre, sporcarsi, litigare, giocare con una ruota e un bastone… tanta gioia vederli! Quando abbiamo raccontato i problemi dei nostri ragazzi, che in casi estremi finiscono a giocare con gli smartphone nelle proprie camere senza più uscire, non riuscivano proprio a capire cosa stessimo dicendo!

Abbiamo vissuto una giornata unica e irripetibile: Andrea ha potuto giocare una partita di calcio con loro. Prima di partire aveva espresso questo desiderio e aveva messo in valigia la sua divisa e un pallone. Il desiderio è stato più che soddisfatto. Nella parrocchia di Shanga, il parroco ha organizzato una vera partita, i ragazzi sono venuti anche dai villaggi vicini, tanta gente è corsa a vedere, Désiré è stato un arbitro perfetto. Andrea ha fatto difficoltà, erano troppo veloci! Ha anche potuto tirare il rigore visto che era il solo musungu in campo! Alla fine, grande festa, tutti a fare la foto con il giocatore bianco e la sua famiglia! Grande emozione! Abbiamo provato nel concreto che per giocare a calcio ci vogliono passione e voglia di correre…non servono scarpe firmate e divise alla moda!!

Durante le varie visite ai villaggi, abbiamo incontrato persone che indossavano le magliette del Sant’Orso calcio, società in cui Andrea gioca, non si sa chi e quando le abbia inviate, ma è stato un segno molto significativo, un segno da cui è nata spontaneamente una raccolta di materiale sportivo per i ragazzi del Burundi!

Un ultimo pensiero per le stupende messe a cui abbiamo partecipato, messe di due o tre ore, dove, anche se non capivamo nulla, vivevamo la gioia grazie ai sorrisi, alla musica e alla danza!

E’ stato molto bello VIVERE TUTTI INSIEME, GENITORI E FIGLI, IN UN MONDO DIVERSO. Momenti di gioia e di fatica, ma soprattutto momenti di vita condivisi su cui riflettere, per aiutarci a crescere. Il Centro Missionario Diocesano e l’associazione Urukundo Odv propongono queste esperienze non “per fare”, ma “per conoscere”. NON SIAMO ANDATI IN BURUNDI PER AIUTARE, MA PER ESSERE AIUTATI. Speriamo che questa esperienza ci aiuti a capire come cambiare il mondo in cui viviamo…

La famiglia Mercatelli: Giovanna, Silvio, Anna e Andrea

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In Kenya sulle strade della Missione – Kenya 2025

KENYA – Una piccola rappresentanza del Centro Missionario Diocesano ha appena concluso un viaggio in Kenya ripercorrendo luoghi dove tanti missionari e amici della nostra Diocesi si sono spesi.
La prima tappa è stata Kipsing, nella Diocesi di Isiolo: un piccolo villaggio in un remoto angolo del Nord del Kenya popolato da pastori nomadi di etnia Samburu. Qui nel 2010 è iniziata la presenza stabile di un missionario con Don Luciano Gattei, e tuttora Father James, un sacerdote locale, continua il lavoro di accompagnamento della piccola comunità, sparsa in un territorio vastissimo, arido e dominato dalla savana, senza alcuna linea elettrica e percorso solo da decine di chilometri di malmesse piste sterrate, le stesse usate dagli elefanti per spostarsi in cerca di cibo, non di rado spingendosi fin dentro ai recinti delle manyatte, le tradizionali capanne in legno coperte di pelli e teli dove vivono le persone: case molto semplici e leggere, per essere spostate facilmente seguendo le loro greggi. In questa realtà la scuola è un mezzo importante di emancipazione e di integrazione con il resto del paese per i ragazzi Samburu, e in questo gli asili costriuti dalla missione nel territorio svolgono ancora dopo tanti anni un ruolo fondamentale. Sono comparse inoltre sparse nei villaggi alcune scuole primarie e altri asili governativi, forse anche grazie all’impulso dato dalla missione sul fronte dell’educazione.
Il villaggio di Kipsing a sua volta sembra crescere: accanto alle case in fango e pietra usate dai Samburu in maniera stanziale (a differenza delle manyatte), sono comparse case in mattoni e cemento usate per piccole attività commerciali. Anche la chiesa fortemente richiesta dalla comunità è stata quasi completata grazie al contributo recentemente donato dal nostro Centro Missionario per la posa del tetto in lamiera. Rimangono molte sfide, come quella dell’acqua: solo pochissimi villaggi hanno accesso a un pozzo, l’acqua si trova molto in profondità e la manutenzione è difficile in un territorio cosí isolato. O la carenza di strutture scolastiche che costringono ancora alcuni villaggi piú isolati a dover fare scuola sotto un albero usando sassi come sedie.
Il viaggio del nostro gruppo è poi ripreso e dopo una sosta alla cattedrale di Isiolo per portare al vescovo Peter i saluti del nostro vescovo Andrea, è poi proseguito alla volta di Ngaremara, ospiti delle Nirmala Sisters, una congregazione da tantissimi anni amica del nostro centro missionario che si occupa di bambini con disabilità fisiche e mentali. Qui abbiamo conosciuto due realtà: Providence Home e Alakara, dove i bambini vengono accolti e seguiti in progetti di inserimento sociale e riabilitazione: come loro stessi ci hanno ricordato “disability is not inability!”.
Anche qui le sfide sono tante: il governo non sostiene in alcun modo queste strutture e le famiglie spesso abbandonano questi bambini e bambine. La visita è stata anche occasione per partecipare alla messa domenicale nella chiesa di Ngaremara, costriuta dal nostro Centro Missionario con l’aiuto di tanti amici, qui abbiamo conosciuto il nuovo parroco e salutato la comunità locale in cui è ancora vivo il ricordo dei missionari che hanno vissuto in mezzo a loro. Qui tuttora, grazie al lavoro di Suor Sheeba (che abbiamo trovato in gran forma) delle Nirmala Sisters e al contributo di tante persone dalla nostra diocesi, continua il progetto adozioni sostenedo piú di 400 ragazzi nello studio.
Percorrendo ancora piste deserte e malmesse ci siamo poi spostati a Wamba, ancora piú a Nord, per incontrare Suor Mary, che ha lavorato instancabilmente tanti anni a Ngaremara a fianco dei nostri missionari: ora nella missione di Wamba gestisce un centro per disabili gravi, che richiedono continue cure e dove alle difficoltà quotidiane si è ultimamente sommata la mancanza di acqua dovuta alla rottura della pompa dell’unico pozzo che serviva villaggio, missione e ospedale: la spesa per la riparazione è ingente e la logistica non facile vista la mancanza di personale qualificato in zona e la profondità del pozzo (sono zone dove bisogna trivellare anche oltre 100 metri per trovare una vena d’acqua).
Sulla strada del ritorno l’ultima tappa è stata Nairobi, ospiti di Don Paolo Burdino, fidei donum dell’arcidiocesi di Torino che lavora in periferia e costantemente in giro una “Jumela”: gruppi di ascolto della parola e preghiera che si incontrano settimanalmente nelle case. Da qui abbiamo approfittato per andare a trovare gli amici dell’Africa Chiama e i missionari Comboniani a Korogocho: realtà dove le sfide tra le strade degli slum (le baraccopoli di Nairobi) sono infinite tra AIDS, prositituzione, droga, malnutrizione e mancanza di ogni tipo di servizio.
Quando si va in missione il volo di ritorno per l’Italia parte sempre troppo presto, ma siamo sicuri che il nostro viaggio e il viaggio della nostra Diocesi a fianco dei tanti nostri amici in Kenya continuerà ancora a lungo, nonsostante le sue strade lunghe e impervie, ma da percorrere e ripercorrere perchè una chiesa viva è una chiesa che cammina.
Filippo Bargnesi
segretario CMD e responsabile esperienze in missione
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ESTATE 2025 IN MISSIONE – Al via il percorso formativo!

Riparte il percorso per le esperienze in missione per l’estate 2025.

Tre settimane nei mesi di luglio o agosto da vivere al fianco dei missionari per condividere un’esperienza di fede e umanità. Il percorso prevede incontri organizzativi (online per i fuorisede), tre giorni insieme nel mese di marzo per conoscerci e conoscere la Missione e le realtà che incontreremo, e alcune proposte per condividere con le parrocchie e la Diocesi che ci invia le esperienze.

Il termine per comunicarci che sei interessato è il 15 dicembre, il percorso di preparazione è lungo e complesso! (definire le date, visti, passaporti, prenotazione voli a tariffe ragionevoli….).

Se sei interessato compila il modulo e sarai ricontattato per tutti i chiarimenti, di modo che potrai poi confermarci o meno se vuoi unirti a noi in questo lungo Viaggio!

Filippo Bargnesi
segretario CMD Fano

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