Dio ha scelto il cammino contrario: spogliarsi di tutto per essere servo di tutti – P. Gabriele Perfetti

Ottavo appuntamento della rubrica “Lettere dalla missione” del CMD con una nuova lettera di Padre Gabriele Perfetti, missionario comboniano in Colombia.

Ehiiiii…..sono qui con voi per condividere…per assaporare la vita…per riconoscere quella tenerezza e attenzione del Padre che Gesù ci svela attraverso i fratelli.

Ogni giorno è unico…se sappiamo viverlo come se fosse il primo e l’ultimo scopriremo la sapienza e la gioia della vita e…sarà un giorno ben vissuto!
Il regalo di oggi è stato Fabian…mentre mi parla si scusa perché ha un piccolo difetto…gli si trava un po’ la lingua…un incidente, caduta dal quarto piano, ha lasciato il segno lesionandolo nel suo camminare e nel parlare….Quello che dice ti rivela il mistero insondabile del Padre Dio che si manifesta nei piccoli e disprezzati…Fabian mi parla dei suoi tre figli…14, 21,23 anni.
Gli chiedo perché vivi in strada…lui con il suo parlare lento e sicuro mi guarda negli occhi e mi confessa: ” padre, è la mia missione….io vivo in strada per portare Gesù alle persone..io sono felice di vivere in strada”..Sussulta di gioia, ha le lacrime agli occhi e un sorriso che manifesta una soddisfazione piena….. Sono tanti quelli che sono tornati alla vita grazie al suo testimonio. Mi è facile capire che “cristiano” non è chi “mangia Gesù” ma chi si offre e “si lascia mangiare come Gesù”… Se la comunione non ci lancia a vivere per gli altri…è solo un rito, alienazione.

Piccoli vassalli e grandi cavalieri, duchi e marchesi dovevano presentarsi davanti al re con vestiti ed adorni degni dello splendore e ricchezza della corte reale…
Questa cultura ha contaminato il nostro rapporto con Dio…lo abbiamo creduto come un potente re…imperatore…e così tutte le cerimonie liturgiche e in maniera speciale l’adorazione eucaristica richiedeva piviali ricamati con fili d’oro, baldacchini sostenuti da alfieri che si muovono al ritmo scandito dalle bande musicali…. incenso e luci …
Per Gesù, dopo essere nato in una stalla, tutto il suo vivere per 30 anni è stato quello di un silenzioso operaio, poi come pellegrino per le strade polverose della Palestina ….con una compagnia di donne e uomini del popolo. Non ha mai manifestato di volersi associare o conformare alla ricchezza e…a preso distanza dai palazzi del potere……Ha detto che la Ricchezza e Dio sono due padroni opposti….impossibili da mettere insieme…ha vissuto in semplicità e affidandosi alla provvidenza che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo…ha trascorso i suoi giorni condividendo con il suo gruppo uno stile di vita sobrio.
Spogliato di tutto, ucciso su una croce….e semedellin_mapadecolombia_520x353 questo non bastasse Gesù ha scelto il segno del pane….come sacramento della sua presenza…..un pane….sì un semplice pane…..e noi siamo riusciti a distruggere questa semplicità e questo segno con i nostri ostensori d’oro con incastonate pietre preziose e se questo non fosse stato possibile allora subentra una imitazione perfetta, per far si che non cada l’idea che la ricchezza è legata alla dignità del divino….e l’ostensorio si è fatto ostentazione.
Fabian il tuo donarti ci fa capire che il segno-sacramento
non è nel pane come tale ma nel fatto che questo pane e spezzato e spartito…. Sì, pane che si spezza e si dona, si lascia mangiare.
Gesù non è oggetto di adorazione, di culto e cerimonie, ma compagno di cammino…di imitazione nella sua forma di vivere umile e povera…innamorato del Padre (Abba’ ) e dei fratelli…

Perché siamo caduti in questo errore di volere imbrattare,insudiciare, adulterare l’immagine e la persona di Gesù associandola a fasti lussuosi e ostentosi che alimentano solo la nostra ambizione, il nostro potere, la nostra apparenza e giustificano i nostri sprechi.
Abbiamo creduto che rivestire Dio di grandezza, ricchezza, splendore e onnipotenza fosse il cammino per attrarci a Lui…dimenticando che Dio ha scelto il cammino contrario: spogliarsi di tutto per essere servo di tutti.
Papa Francesco ci sta segnalando il Gesù del vangelo…non aspettiamo troppo a spogliare Dio di quei manti religiosi che ne hanno offuscato e occultato l’immagine più bella regalataci da Gesù…che non sia la paura di cambiare a farci perdere questo incontro con il Dio Abba…tenerezza, misericordia, giustizia, servizio e gioia.

Gesù sembra dirci non voglio essere adorato, ma amato…è ricordiamo che l’amore che ci chiede (Gv, 14….) è di compiere la sua parola…cioè di essere come Lui innamorati del Padre Abba e dei fratelli…tanto da spendere consumare la vita per loro….farci comunione…pane spezzato per gli altri.
Che possiamo fare nostra la Sua vita e di già identificarci con quello che è stato e ha fatto Gesù .

Un abbraccio che ci fa camminare e ci sostiene…gabriele

Prova a vedere la differenza di: Portare le persone a Gesù o portare Gesù alle persone.
Questo pane è Gesù o Gesù è questo pane.
Mangiare Gesù o lasciarci mangiare come Gesù.
Gesù vuole essere Adorato o Amato.

Pubblicato in Lettere dal Sudmerica, Lettere dalla missione