L’amore che è in noi è inesauribile e, al darlo, aumenta e si rinnova – P. Gabriele Perfetti

Di nuovo qui con il nono appuntamento della rubrica “Lettere dalla missione” del CMD con una lettera del prolifico Padre Gabriele Perfetti, missionario comboniano in Colombia.

Tocca e fuga…il tempo di uno spot …oggi regaliamoci 9 minuti…per assaporare la vita…

Ho visto piangere un uomo…
Cerca di coprirsi con la mano…le lacrime scorrono lungo le guance.
Sembra impossibile che sotto quei stracci rotti e sporchi,
capelli arruffati, volto difronte al quale vorresti abbassare lo sguardo o
girare la testa per non vedere….
ci sia ancora una persona…una persona con sentimenti,..
sembra così umanamente sfigurato che ti meraviglia questo scoppio di pianto…
che ti rivela che c’è un cuore che non ce la fa più.
Dietro quel volto c’è una storia e non solo la sua ma anche quella dei suoi antenati.
La vita di Tomás è un via crucis di 43 anni.
La mamma muore giovane…il tempo di insegnarli a camminare…lui aveva due anni.
A 13 anni gli viene tolto il papà ucciso dai paramilitari.
Una violenza continua lo ha perseguitato nei suoi anni giovanili.
Nel suo vagare-fuggire da un posto all’altro i suoi compagni inseparabili sono stati la paura e l’odio.
Relazioni iniziate che promettevano nuova vita non hanno mai avuto il tempo e la disponibilità di essere feconde.

Non ti è mai capitato in un momentmedellin_mapadecolombia_520x353o speciale di ripensare e rivedere il volto di una persona amata?
Puoi passare per l’oscurità, puoi sentirti afflitto e schiacciato dal dolore però se riesci anche solo a ricordare quel volto che ti ha fatto sentire amato, quel volto che è certezza di amore anche se lontano,allora succede il miracolo di sentire che la vita corre per il tuo essere. Quel volto che è garanzia di un amore che ti stima, che sei importante, che non ti lascerà mai perché è così unito a te che è una sola cosa con te.
La contemplazione di quel volto amato ti fa assaporare l’infinito.

Quel pianto di Tomás è stata la risposta alla mia proposta di richiamare alla memoria una persona, un volto che lo ha fatto sentire amato.
Scuotendo la testa e con le lacrime dice: ” Non ho nessuno…non ce l’ho..”
La mancanza di amore è negazione della vita.
Solo l’amore rende possibile l’uomo, la donna.
L’uomo è uomo solo se impastato d’amore.

È facile sentire la commozione dentro…chiederti perché si deve arrivare a tanto prima di accorgerci che potremmo riversare un po’ d’amore, di comprensione, di attenzione…perché ci rimane così difficile far palpitare il cuore con i suoi ritmi…senza tutti quei condizionamenti, calcoli e paure che lo rendono asettico e….insensibile?
Perché ci neghiamo ad allargare gli orizzonti buttando giù steccati che ci rendono prigionieri della nostra meschinità?
Perché abbiamo paura di esaurire l’amore che è in noi se questo è inesauribile e al darlo aumenta e si rinnova?
Ti faccio un invito: …sii tu quel volto che qualcuno cercherà in momenti difficili e grazie a te avrà la forza di seguire.

Assaporiamo il Suo abbraccio che ci stringe forte. gabriele

Pubblicato in Lettere dal Sudmerica, Lettere dalla missione