“No…è mio figlio anche lui” – P. Renato Saudelli

Per iniziare questa nuova rubrica del Centro Missionario Diocesano, ci affidiamo alle lettere di Padre Renato Saudelli dall’Etiopia.

PRIMAVERA 2012                                            Addis Abeba – ETIOPIA

“PIU’ IL DOLORE E’ GRANDE,  PIU’ GRANDE E’ L’AMORE”.  (Santa Faustina).

Nel dolore, nella sofferenza, nella crisi che la vita ci offre è racchiuso un potere immenso, un potere creativo di cambiamento, di superamento di sé, una svolta decisiva, un salto di qualità, un NUOVO INIZIO VERSO IL MEGLIO. Lo sto provando da quando sono tornato in Etiopia dopo aver goduto tre mesi di riposo e rinnovamento spirituale per festeggiare il mio 50° di SACERDOZIO  a Orciano di Pesaro un anno  fa. Continuo a ripetere quello che ho sempre detto: che c’è un’opportunità nel cuore di ogni problema; tutto sta a scoprirla e poi approfittarne per crescere.

A 78 anni di età ancora sogno e il bello è che molti sogni diventano realtà e rinforzano la FEDE che mi ha sempre sostenuto. Una notte ho sognato MADRE TERESA, la Santa di Calcutta che ho conosciuto qui in Addis Abeba anni fa come vi ho già raccontato precedentemente. Nel sogno mi invitava a far pitturare dai miei artisti tante copie del quadro della DIVINA MISERICORDIA di S. Faustina, che si celebra in tutto il mondo la domenica dopo Pasqua. Rappresenta Gesù coi raggi rossi e bianchi che dal suo Cuore scendono verso di noi per offrirci il perdono ottenuto dalla sua dolorosa PASSIONE E MORTE. Con mia sorpresa il giorno dopo mi telefonò la Superiora (di origine polacca)  delle Missionarie della Carità (di Madre Teresa) supplicandomi di dirigere il Triduo Pasquale_54199226_ethiopia a un gruppo delle sue suore in conclusione di due mesi di rinnovamento spirituale. Ho subito accettato questa nuova “opportunità” per lasciarmi influenzare dalla spiritualità austera di queste Suore vestite di bianco con strisce azzurre. Dalla Cena Pasquale ne sono uscito ricolmo di gioia col proposito di imitarle nell’ADORAZIONE EUCARISTICA ogni giovedì sera per SUPPLICARE DIO di MANDARCI TANTE VOCAZIONI per la nuova evangelizzazione..

Al Venerdì Santo sono accorso nella loro cappella molto prima delle ore tre per trovarle tutte inginocchiate per terra che cantavano la novena davanti al quadro della DIVINA MISERICORDIA per la conversione dei peccatori: “coroncina” così coinvolgente da far vibrare dell’Amore di Dio i sentimenti più profondi dell’anima e prepararci alla lettura della PASSIONE  di CRISTO.

Il culmine delle celebrazioni ci aspettava al Sabato Santo. Al tramonto, quando entrai nel cortile, le Suore vestite di bianco con strisce azzurre avevano già preparato tutto il necessario per la grande Veglia Pasquale e mi aspettavano in silenzio per accendere il fuoco. La suggestiva cerimonia iniziale ci ha richiamato al nostro Battesimo:  passaggio dalle tenebre del peccato alla LUCE del CRISTO RISORTO, rinati nello Spirito per il Regno dei Cieli. Fiaccolata fino in chiesa, Parole di vita dal LIBRO delle Scritture, canti e preghiere, senza fretta,  hanno riscaldato i nostri cuori in un crescendo continuo di pace e di gioia indescrivibile nella Comunione con LUI  che ci ha promesso: “SONO VENUTO PERCHE’ ABBIATE LA VITA E L’ABBIATE IN ABBONDANZA E LA VOSTRA GIOIA SIA PIENA”.

Intanto i miei artisti hanno cominciato a realizzare il mio sogno e avranno sempre lavoro per tanti anni per soddisfare a tutte le richieste. In realtà posso dire che personalmente ho cercato tutta la mia vita di mettere al servizio dell’Evangelizzazione questo talento che Dio mi ha dato. Anche adesso che sto diventando “servo inutile” – come dice Gesù, l’unico Maestro – ho tanta ambizione da insegnare l’arte pittorica a tanti giovani, anche “diversamente abili”,  per moltiplicare le mie mani al servizio del Bello e del Bene.

Concludo ringraziando tutti voi che mi incoraggiate dall’Italia ad andare avanti nella difficile missione di sostegno ai più poveri. Non avendo spazio, mi limito a citare TONI, il mio più grande amico d’infanzia, molto provato dal dolore da tanti anni. Così mi scrive con umorismo:

“Come va il tuo cuore? Vedi di non farlo scoppiare d’amore per i ‘nostri’ poveri. Questi preferiscono averti vivo e in salute. So quanto sia necessario per chi si trova lontano, per chi è missionario in una terra come l’Etiopia, avere parole di incoraggiamento, di vicinanza, di presenza e di sicura amicizia…………….. Ricordiamoci nelle preghiere con tutte le ‘fatiche’ fisiche e spirituali che ci dicono tutta la nostra precarietà, tutto il nostro salutare relativismo teso verso L’ASSOLUTO COMPLETO E INFINITO:  DIO.”

<abbarenato@hotmail.com>                                                      Vostro P. Renato Saudelli

 

IL POTERE DELLA PREGHIERA.             Addis Abeba – Novembre 2012.

La mia precedente LETTERA di PRIMAVERA ha avuto incoraggianti riscontri cominciando da una insegnante del mio paese che spesso mi cita in classe: “Un grazie immenso a te, caro Padre, per esserci. Abbiamo tanto bisogno di testimonianze autentiche come la tua”.

Don Renzo di Sarzana, che per più di dieci anni si è prodigato a procurarmi 170 adozioni a distanza, commenta: “I pensieri espressi sono profondamente preziosi (Sr. Faustina, Madre Teresa, i sogni, ecc..) e validi per la mia vita sacerdotale. L’Infinito di Dio continui a sostenere la sua esistenza – dopo decenni di vita missionaria – fecondi di Bene. Il Signore la ricompensi, 100 volte tanto, di tutto il Bene seminato, coltivato, profuso, portato a maturazione in Etiopia. Vorrei (e prego intensamente) che ogni giorno tanta bontà avvolga il mondo in un girotondo di gioia, grazie anche alla sua testimonianza di carità, sparsa ovunque in tantissimi anni di missione.”

Un dentista che tanti anni fa venne ad aiutarmi, così mi scrive: “Anche se il destino mi ha spinto in diverse parti dell’Africa, l’Etiopia è sempre rimasta nel mio cuore, tanto che mi sto preparando a ritornarci con altri quattro dottori. Stare con te mi riempie di gioia. Voglio rivedere quei luoghi per la benedizione che un giorno mi hai donato e che mi ha guarito”.

La seguente lettera invece mi richiama al mio impegno di fornire più spesso informazioni e nuove foto degli adottati.

“La ringrazio per le due e-mail ma con tutto il rispetto e apprezzamento per la sua fede avrei gradito ricevere anche delle notizie del mio adottato”

Rispondo subito che questo mese di novembre, oltre ad offrire le trenta SS. Messe per tutti i vostri cari defunti, mi concentro a rinnovare le foto, a raccogliere le pagelle e le letterine dei vostri adottati molto in anticipo per il Natale. Conosco bene i miei difetti e limitatezze della mia età avanzata eppure come “sognatore” non mi lascio intimorire, ma mi sforzo a contribuire per quanto posso al bene di tutti. Non posso però accontentarmi di fare solo l’operatore sociale, che è compito dei laici. Come missionario tutto quello che faccio deve rientrare nel mio dovere principale di evangelizzare. Se poi ci aggiungo la PREGHIERA  che porta all’unisono col piano di Dio non c’è che da aspettarsi risultati positivi e sicuri che giustificano il titolo che ho dato a questa lettera.

Ecco uno dei tanti fatti non comuni che porto alla vostra conoscenza per dar gloria a Dio.

E’ la STORIA di  WUBAMLAK, orfano di padre, chierichetto e membro del coro della missione di Asella, timido, tra i più bravi e diligenti a scuola. Non gli ho mai dato importanza finché ho scoperto in lui un grande talento artistico durante queste vacanze in famiglia nella sua “baracca” a 500 metri dalla nostra missione di Addis Abeba. L’ho trovato con la mamma lebbrosa,mendicante, sua sorella maggiore che lavora e mantiene a scuola tre sorelline, e il fratello grande che sperpera il salario  in una settimana nella malavita col suo “branco”. Visto che dormivano tutti in un unico giaciglio ho comprato subito un letto a castello coi materassi di spugna e tutto il resto. Solo che Wubamlak nella mia scuola d’arte, dove ha creato tante pitture eccezionali, spesso lo trovavo stanco perché, mi confidava, era disturbato di notte dal fratello che tornava a casa ubriaco e puzzolente. Dietro mio suggerimento di mandarlo via di casa, la mamma si è opposta con fermezza urlando: “NO… E’ MIO FIGLIO ANCHE LUI”….. Che Grande lezione per me che sono ministro di Dio!.

Da quella sera Wubamlak, cattolico convinto, ha introdotto la preghiera in famiglia e perfino la coroncina della Divina Misericordia. A volte dava loro anche lezioni di catechismo. Tutte le mattine veniva alla Messa, pitturava tutto il giorno e al tramonto si univa a noi nella recita dei Vespri. Poi tornava a casa sua. Fatto sta che verso la fine delle vacanze mi ha dato la bella notizia che suo fratello ha cambiato vita e consegna il salario alla mamma per tutta la famiglia. Questo è uno dei tanti esempi pratici della nuova evangelizzazione operata dai laici nelle famiglie di cui oggi  c’è tanto bisogno. WUBAMLAK non ha fatto altro che condividere con i suoi familiari il dono prezioso della FEDE cattolica ricevuto nella nostra missione. In più ha insistito tanto con la preghiera al “Padre che è nei cieli” per convertire suo fratello che ha presto ottenuto la Grazia.

Un anticipato BUON NATALE  a tutti dal vostro missionario Padre Renato Saudelli IMC.

E-mail abbarenato@hotmail.com   Indirizzo postale: P.O.BOX 5535 – ADDIS ABEBA -ETIOPIA

Pubblicato in Lettere dall'Africa, Lettere dalla missione