Quando penso alla forza di un sorriso, rimango sempre stupefatto – Nicola Canestrari

Ventiduesima “lettera dalla missione”: Nicola, volontario Urukundo in Burundi, ci scrive per aggiornarci sulla sua esperienza in terra di missione.

Cari ragazzi/ragazze,

Per me è stata una settimana abbastanza particolare dal momento che sabato sera sono stato male.

E’ anche per questa ragione che ho deciso di smettere di dirvi quale giorno della settimana vi scriverò, dal momento che poi fra una cosa e l’altra non riesco mai a rispettare il nostro diciamo appuntamento epistolare. Quindi ciò che vi assicuro è che vi scriverò una volta a settimana, ma non so precisamente quale giorno.

Detto questo, ritorno alla mia salute di sabato sera. Tutto è iniziato per colpa della pasta di mais che ho assaggiato per la prima volta quello stesso giorno. Non sapevo che fosse così pesante da digerire, e addormentandomi apparentemente fel_DSC0456ice dopo cena mi sono risvegliato nella notte altrettanto sofferente di stomaco. Ho passato gran parte della notte a vomitare in bagno. Il giorno dopo, che era appunto domenica, mi sono alzato alquanto debole riuscendo in ogni caso a fare colazione. Pensavo di stare meglio, anche se continuavo a sentirmi molto debole e con lo stomaco sotto sopra. Quindi sono andata alla mia prima messa domenicale all’internato. Qualcosa di incredibile è successo dentro di me durante quella messa. Era la prima volta che sentivo i nostri ragazzi Pigmei cantare, creando tutti insieme il coro musicale. Non so che cosa ha scaturito il mio travolgimento emotivo, forse è stata anche la debolezza di stomaco, ma ciò che so per certo è che mi hanno veramente commosso. Un’energia, una forze di unione e di coesione unica. Tutti questi piccoli grandi amici che cantavano e danzavano dolcemente insieme. Che tenera emozione che mi hanno regalato durante la messa. Era da tanto che non percepivo un’energia, una voglia di essere e di stare insieme simile. È stata una grande festa sentita, amata e toccata da tutti. Per vero la stessa presenza costante della loro lingua natale non mi disturbava affatto. Non la sentivo dal momento che eravamo tutti veramente insieme. Avevamo superato da tanto i limiti materiali e effimeri della lingua verbalizzata, della lingua parlata. Cantavamo tutti insieme una lunga melodia condivisa dove le parole non servivano, dove le parole erano le uniche a sentirsi straniere. Tante volte parliamo pensando di capire, quando in realtà tutto ciò che è essenziale è profondamente veicolabile in tante altre maniere più sottili e allo stesso tempo più semplici, nelle quali la sporcizia che spesso sottende la parola non ha voce. Mi sono accorto di questa dolce e bella condivisione non verbale, passando del tempo a scuola con i bambini della materna. È incredibile quanti spontanei sorrisi, e al contempo quanto sincero affetto possano riuscire a darmi senza aprire bocca. Quando penso alla forza di un sorriso, rimango sempre stupefatto. Se mi fermo per un istante a pensare a quanto un sorriso condiviso possa significare, mi sento totalmente fortunato a vivere in una realtà in cui quest’ultimo trova la più dolce delle dimore possibili. Possiede un potere magico, un potere puramente terapeutico. Potere che soprattutto i più piccoli sentono come nessuno al mondo. Tornando adesso sulla descrizione di domenica, ci tenevo a dirvi quanto quella festa domenicale fosse stata lenitiva e quanto abbia fatto bene alla mia debole salute. Quindi tornando a casa, mi sentivo rigenerato e condividevo con gioia il mio nuovo e giovane stato d’animo con i miei cari fratelli. Loro stessi vedendomi così sorridente, erano molto felici. Ci tengo a precisare che sono così tanto gentili e protettivi che penso sempre di più che nessun al mondo è stato nei miei confronti così materno, così tenero nel prendersi cura di me. Non c’è neanche bisogno di dire che il mio precario stato di salute li aveva profondamente destabilizzati e preoccupati allo stesso tempo. Quindi tutti di nuovo felici, ci accingevamo a mangiare ricoprendo lo stesso pranzo con quelle belle vibrazioni. I problemi ricominciarono verso la fine del pomeriggio, poiché la mia pancia sembrava veramente desiderosa di scoppiare. Mi sembrava effettivamente che qualcuno fosse entrato dentro il mio stomaco, con il preciso compito di pugnalarmi. Abbiamo chiamato subito il dottore, che mi ha dato delle medicine che ancora continuo a prendere. Il giorno dopo stavo già meglio, anche se ho dovuto saltare a malincuore la scuola. Lo stesso martedì recuperavo a poco a poco le forze riprendendo la scuola mattutina, e cominciando finalmente il sostegno nel nostro collegio.

Dico finalmente perché ero così tanto desideroso di iniziare a conoscere meglio i nostri ragazzi, che vedevo il sostegno come un potenziale mezzo per raggiungerli. In realtà quest’ultimo è organizzato in una maniera relativamente confusa o bene in un modo semplicemente dispersivo. I ragazzi arrivano molto spesso in ritardo in classe e li vedo spesso poco interessati a concentrarsi nello studio. Si perdono molto molto facilmente. Personalmente, io seguo la classe dei finalisti. Ovvero coloro che avranno l’esame di stato quest’anno. Sono solamente cinque ragazzi, ma al contempo la loro gestione è abbastanza complessa. A volte si presentano, a volte no. Cerco di appassionarli il più possibile, ma purtroppo il loro francese è alquanto limitato. Comunque non penso affatto di desistere nel mio lavoro di condivisione proprio perché vedo che sono gioiosi e affascinati dal fatto che io sia lì ad aiutarli, a condividere la piccolezza della mia vita con loro. Fondamentalmente sono pigri e dispersivi. Proprio per questa ragione è essenziale che io sia lì per indirizzarli, per sostenerli, per orientarli. Sarà un anno molto duro, ma che allo stesso tempo mi regalerà tante emozioni e tanti soddisfazioni. Sono solo un po’ preoccupato per i ragazzi delle altri classi, perché vedo che per ora non c’è nessuno che li segue in una maniera costante come io faccio nella mia classe. È altrettanto vero che il sostegno con i liceali, è un sostegno autonomo o meglio dire auto-didattico. Quindi in teoria i ragazzi lavorano sulle materie da soli, e solo se hanno bisogno d’aiuto chiedono. Però allo stesso tempo mi sono accorto di quante lacune, e di quanto bisogno d’aiuto i ragazzi della mia classe necessitano. Quindi di conseguenza non oso neanche immaginare gli altri studenti. In ogni caso io non sono che uno, incapace di seguire più di cento ragazzi. Non vorrei che i mie pensieri portassero troppa tristezza, una volta letti, dal momento che sono profondamente consapevole che siamo all’inizio dell’anno scolastico e tante cose possono cambiare e migliorare. Sono molto positivo. Sono certo che faremo un eccellente lavoro. Per contro con i ragazzi un più piccolini che hanno quest’anno l’esame di stato (ovvero lo stesso che facciamo noi alla fine delle scuole medie) cominceremo da questo lunedì un corso di sera chiamato corso di approfondimento. Quest’ultimo prenderà piede ogni giorno dalle 18.30 fino alle 20. I diversi insegnanti si occuperanno di determinate materie. Personalmente i miei corsi saranno il corso di francese e il corso di inglese. Ogni sabato pomeriggio, faremo dello sport con i nostri cari amici che per contro quando si tratta di correre e agitarsi sono totalmente invincibili. Abbiamo già iniziato la scorsa settimana a fare una partitella di calcio. I ragazzi si azzannavano a vicenda per avermi in squadra con loro. Mi sono sentito amato e al contempo rasserenato nel mezzo della loro dolce discussione.

Vorrei concludere dicendo due parole sulla politica. Non so se sapevate già che a maggio di quest’anno è stato arrestato un militante burundese molto famoso, e al contempo molto amato e rispettato dagli intellettuali. La persona in questione, di cui adesso non mi sovviene il nome, si è battuto molto per la pace e per i il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo. Fatto sta che pochi mesi fa quest’ultimo se ne uscito dicendo che il partito al potere, fomentato dall’attuale presidente, stesse creando segretamente una milizia per difendersi dalla possibile sorte negativa delle prossime elezioni che avranno luogo l’anno prossimo nel mese di giugno. Quindi il militante ha fatto delle dichiarazioni nazionali affermando con prove e con video che nelle foreste del Congo si stBurundi-circled4esse svolgendo un addestramento militare di giovani burundesi. Naturalmente il partito ha negato tutto, incarcerando subito l’attivista. Un’ulteriore problema sorge dal fatto che il militante è vecchio e ammalato e la legge statale obbliga i prigionieri ammalati anziani a uscire d’urgenza per farsi assolutamente curare. È un obbligo incoercibile che però il partito non ha affatto abbracciato in questo caso specifico. Naturalmente lo scandalo, oltre a colpire la popolazione intellettuale burundese, è arrivato in Europa. Pochi giorni fa l’Unione Europea ha dichiarato allo stato burundese il rilascio immediato del prigioniero in questione. Per tutta risposta, invece di lasciare replicare in prima istanza lo stato il partito al potere ha dichiarato con fervore che non libererà il prigioniero. Personalmente sono arrivato a questo punto, dal momento che ci è possibile seguire le informazioni solo quando c’è l’elettricità, la quale in Burundi fa notare molto molto poco la sua presenza. Appena saprò delle novità vi informerò come d’abitudine. Ciò che posso dire per certo, è che il presidente attuale non mi piace affatto. È un estravagante manipolatore della massa ignorante contadina. Promette cose che non fa, e per tutta risposta lavora e balla mano nella mano con i contadini. Per questa ragione la massa lo ama perché pensa di percepirlo e di vederlo vicino a loro, quando in realtà è soltanto un mero approfittatore. Spero tanto che durante le prossime elezioni abbia l’umiltà di mettersi da parte poiché il suo tempo è già venuto, ed è già passato, anche se in realtà non penso proprio che lo farà. In ogni caso è altrettanto essenziale, che noi per contro conserviamo e alimentiamo quel sorriso di fondo che ci permette di camminare a testa alta nei sentieri sempre imprevedibili della vita. D’altronde quest’ultima è un’opera così tanto miracolosa, che sarebbe un imperdonabile peccato non viverla nella paura dell’avvenire. Ci vuole coraggio per avere paura.

Vi abbraccio e vi sorrido come se fossi a due passi da voi.
Per sempre insieme nel cerchio mai finito dell’amore.

Buon cammino.
Nicola

 

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