CMD 2019: il bilancio dei direttori Anna e Alessandro

FANO – Il 20 luglio 2019, il campo missionario diocesano è giunto al termine col mandato missionario, dove ci siamo salutati con i ragazzi promettendoci di fare il primo passo ogni volta che la vita ce lo avesse richiesto.

Fai il primo passo” è il tema che ci ha accompagnati per tutta la settimana missionaria del campo. Su di esso i ragazzi sono stati chiamati a riflettere mettendo in discussione la loro quotidianità e confrontandola, anche attraverso testimonianze ed esperienze concrete, con quella di persone che hanno vissuti diversi o che hanno fatto scelte che possono sembrare strane rispetto agli esempi che ci propone e impone la nostra odierna società.
Per tutto quello che riguarda la formazione dobbiamo dire un grande grazie ai missionari Saveriani di Parma, don Mauro, Pietro e Renovat, che hanno dedicato il loro tempo per aiutarci ad organizzare la formazione e
anche per essere stati con noi per tutta la settimana, sono state delle perle preziose per questa esperienza.
La giornata del campo si divideva in quattro parti: raccolta di generi alimentari, formazione missionaria, messa e festa serale.
I ragazzi sono stati chiamati a vivere giornate molto intense e ricche di stimoli che li hanno portati ad allargare il loro punto di vista.
Tra queste ricordiamo la giornata di martedì dove siamo rimasti colpiti da Alberto, Lucia, Nicoletta e Francesco; testimonianze di amore, di fede e aiuto nei confronti del prossimo. Uno degli obiettivi del campo era di portare delle testimonianze della grandezza e dell’importanza del sacramento del matrimonio e grazie a queste famiglie questo obiettivo è stato raggiunto alla grande.
Nella giornata di mercoledì abbiamo voluto chiedere molto ai ragazzi, perché durante la mattinata, oltre alla raccolta di generi alimentari, dovevano farsi coinvolgere e coinvolgere delle realtà lontane a loro. Quante volte si parla di case di riposo, case famiglia e centri di accoglienza di immigrati senza sapere effettivamente cosa siano e come vivano le persone all’interno di queste realtà? I ragazzi, dopo un momento di breve timidezza e esitazione, si sono fatti parte attiva di questa esperienza e ne sono rimasti colpiti. Inoltre Arianna, Giulia e Mattia sono stati con noi nel pomeriggio per parlare delle loro brevi ma intense esperienze di missione in Burundi e Kenya.

Anche venerdì è stata una giornata particolare grazie alla presenza di Suor Maria Stella che ha toccato i cuori di tutti con la dolcissima storia di Chiara Corbella.

E’ stata incredibile l’accoglienza delle parrocchie che ci hanno ospitato. Non è cosa da poco cucinare e accogliere più di 60 ragazzi, però loro non si sono tirate indietro e sono riuscite a fare il primo passo e ad aprirsi a questi scalmanati di gioia.
Ne approfittiamo per ringraziare coloro che ci hanno aiutato con il trasporto dei nostri giovani, senza i quali il campo non sarebbe potuto partire, quindi ringraziamo affettuosamente la Caritas diocesana, la cooperativa sociali I Talenti, le parrocchie di Sant’Orso, Gran Madre di Dio, San Cristoforo, la comunità della Papa Giovanni XXIII di S. Michele e la Diocesi di Senigallia.

Come direttori del campo, non ci siamo posti degli obiettivi definiti, se non uno solo: quello di fare provare ai ragazzi tutto ciò che avevamo vissuto noi la prima volta che ci eravamo imbattuti in questa esperienza.
Questo è stato l’unico obiettivo, quello di creare un gruppo affiatato, pronto ad aiutare l’altro e a vedere la bellezza di Dio in tutto ciò che ci si presentava davanti, un gruppo che potesse vivere esperienze forti e toccanti, ascoltare testimonianze piene di amore di Dio e coraggio.
Pensiamo che tutto ciò sia stato raggiunto, lo abbiamo assaporato dai pensieri che i ragazzi hanno detto, sotto il cielo stellato, durante la veglia finale di venerdì; lo abbiamo notato dalle lacrime piene di emozioni e
dai tanti tanti sorrisi, sorrisi dal sapore di eternità.
Il centro missionario da quasi 40 anni crede nell’iniziativa e nella realizzazione del campo, perché è un’esperienza di grande arricchimento, soprattutto sul fronte della missione e della fede.
Quando il campo giunge al termine è qui che inizia la vera missione perché “il campo inizia quando finisce”, ed ora siamo chiamati a fare i primi passi che la vita ci chiederà, come può terminare qualcosa che ci chiede
di andare avanti passo dopo passo? Ci saranno scelte da affrontare e strade da percorrere, che siano quelle che avevamo progettato oppure no,
ma dobbiamo camminare, e mai fermarci e lasciarci sopraffare, riponendo fiducia nei progetti che Dio ha per noi, perché Lui ha in mente solo meraviglie.

Anna Maria Lotito e Alessandro Manna, direttori CMD 2019

Pubblicato in Campo Missionario 2019, News