Un viaggio che dura da tempo: Sud Africa una tappa per noi fondamentale – Francesca Ponzetto e Letizia Pagnetti

La venticinquesima “Lettera dalla missione” è quella di Francesca Ponzetto e Letizia Pagnetti, che ci raccontano della loro esperienza di missione in Sud Africa, a Daveyton.

Alzarsi presto la mattina, vivere la Celebrazione eucaristica, darsi da fare per la parrocchia e per l’altro, scoprire se stessi, adattarsi alla cultura e ai costumi di chi abbiamo intorno, sentirsi a casa in una terra molto lontana dalla tua…

Se per molti queste potrebbero sembrare cose difficili , per noi non è stato affatto così, anzi questo è stata la realizzazione di un grande desiderio che avevamo nel cuore da tempo.
Il mese di settembre infatti abbiamo vissuto, ospiti della comunità dei missionari della consolata, in un piccolo paesino non lontano da Johannesuburg, Daveyton, in Sud Africa. Anche se la nostra permanenza lì è durata solamente un mese, questa esperienza fa parte di un cammino iniziato ormai anni fa a fianco del Centro Missionario Diocesano.

Il desiderio di partire lo avevamo maturato ormai da tempo, aiutate anche dalle testimonianze, dai racconti e dagli sguardi di chi era già partito. In realtà le mete che il CMD offre sono varie, ma la nostra scelta è ricaduta sul Sud Africa per un motivo ben preciso: lì vive e opera un nostro caro amico, Father Gabriel, missionario della consolata che abbiamo avuto modo di conoscere e frequentare negli anni dei suoi studi in Italia. Il Sud Africa fino al 1994 ha avuto un regime di segregazione, dove la popolazione nativa ha subito molte violenze. Sebbene oggi le cose siano cambiate la differenza tra bianchi coloni e neri nativi è ancora viva ed evidente. A distanza di pochi chilometri lo scenario cambia totalmente: da una parte i bianchi che vivono in stile europeo, dall’altro i neri che come casa hanno composizioni di lamiere e chi è più fortunato si può permettere case in mattoni. Nonostante la povertà quello che non ci hanno fatto mancare è l’accoglienza. Ed è proprio questo quello che ci portiamo nel cuore, il saper accogliere, ascoltare l’altro, anche se parla zulu, sutu, o un inglese improvvisato come il nostro.

E prendendo in prestito le parole degli Evangelii Gaudium: “Il vero missionario, che non smette mai di essere discepolo, sa che Gesù cammina con lui, parla con lui, respira con lui, lavora con lui. Sente Gesù vivo insieme con lui nel mezzo dell’impegno missionario.“

La bellezza dell’essere missionario è esserlo sempre, nella vita di tutti i giorni. Questa esperienza ci ha aperto occhi, cuore e il Signore ci ha illuminato, ora la sfida comincia nella quotidianità.

 Letizia e Francesca

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