“No somos basura”, “Somos hijos y hijas de Dios” – P. Gabriele Perfetti

Sesto appuntamento della nuova rubrica del CMD; ancora una lettera del prolifico Padre Gabriele Perfetti, missionario comboniano in Colombia.

 

Oggi condivido con voi quello che ho scritto giorni fa a una persona carissima…sento che ci può aiutare in questo camminare verso la stessa direzione….

non smettere di sentirti figlia/o del Padre Dio…godi della tua dignità, risplendi con una luce che non si spegne…ma anzi nella oscurità aumenta di intensità…
Quando si è stanchi per il correre…gli impegni…il darsi che non vorresti tralasciare nessuno….è il momento di tornare alla sorgente…se vogliamo che l’acqua-amore della vita corra per le nostre vene non c’è alternativa che tornare continuamente a Lui e…al tornare sarai sorpreso…è un sentirsi accolti che ti meraviglia sempre…Sai ti confido che lo stare con i senza tetto mi riporta all’essenza della vita…sai non sei distratto dagli oggetti della casa che visiti, dalla comodità del sofà, dal brindisi o dolci che ti offrono sul tavolino del salotto, dalla bella apparenza della persona che hai davanti e che ti porta lontano….con gli abitanti della strada entri dentro l’altro, c’ è lui solo…ti senti coinvolto, parte della vita…ti interessa…e se ascolti quelle narrazioni vedendoci la presenza del Padre che sembra dire, asserendo con la testa, : ” sì, è proprio così”…allora la carezza, l’ abbraccio, la mano sulla spalla diventano gesti di fratello che condivide…..sentì la comunione che lo Spirito del Risorto realizza ancor oggi. Un abbraccio…una stretta pasquale tanto forte che tu possa dire come Gesù alla Maddalena….”basta già perché ancora non sono salito al Padre”…tvb gabriele

Notizie: il venerdì santo si sono svolte nel centro di Medellín due processioni…una con la partecipazione di 10 a 15 mila persone, l’altra con un numero di due zeri piu piccola….due processioni che si complementavano…quella tradizionale che caricava statue dolorose di Gesù e Maria…l’altra processione dove le immagini di Gesù deriso, schernito, umiliato, disprezzato, flagellato, condannato a morte non erano di legno o gesso ma gli stessi abitanti della strada…erano loro che invitavano con striscioni e cartelli a riconoscere Gesù sofferente nella loro persona. È stato un momento dove gli stessi protagonisti hanno preso coscienza che Gesù si identifiColombiacava con loro…sta dalla loro parte…vuole la loro liberazione….ed è servito come opportunità di evangelizzazione per la gente che si fermava a guardare dai bordi della strada e della piazza …gli slogan: ” no somos basura” ” somos hijos y hijas de Dios” (“non siamo immondizia” ” siamo figli e figlie di Dio”) gridati con un ritmo non di violenza o prepotenza ma di chi vuole essere trattato con rispetto e dignità ti facevano accapponare la pelle…vedevi che camminavano da protagonisti e non da spettatori…tornavano a sentirsi persone che potevano esprimersi per quelle strade dove normalmente vivono inosservati o disprezzati…con i loro fagotti sulle spalle dove hanno tutto i loro averi…apparivano poveri straccioni pero erano pieni di luce…le vie del centro ne sanno qualcosa.
Gesù è Vivo!
Gesù rialza i caduti!
Gesù innalza gli umiliati!
Gesù dà la vita!
Gesù fa meraviglie con i disprezzati!
Gesù è lo stesso ieri oggi e sempre.
Godiamoci la Sua disponibilità a servirci e insegnarci il cammino della Vita.

Pubblicato in Lettere dal Sudmerica, Lettere dalla missione