È sempre tempo di partire! Ritiro di formazione per esperienze in missione

Ti invito a San Vito…. È sempre tempo di partire!

Il ritiro invernale organizzato dal Centro Missionario Diocesano di Fano quest’anno coincide con la formazione dei giovani in partenza per esperienze missionarie estive.

Si terrà dal 20 al 22 Febbraio e affronteremo tematiche legate al viaggio, alla missione e alle realtà missionarie in cui operiamo.

Il ritiro è aperto a tutti coloro che hanno a cuore la missione, saremo a San Vito sul Cesano, presso la casa parrocchiale.

Offerta minima consigliata per coprire le spese 50 euro, iscrizioni entro il 10 Febbraio al seguente link:

https://forms.gle/GPAkQpoHeGpkWRtf9

Pubblicato in FORMAZIONE, NEWS, PARTENTI, RITIRI INVERNALI, Ritiri... anno per anno, RITIRO INVERNALE

“Un banchetto di speranza”- DUE GIORNI INVERNALE 2024

FANO – Il 27 e 28 dicembre 2024 ci ritroveremo per stare insieme, pregare, divertirsi e riflettere sulla Missione e sul mondo.

Il ritiro è aperto a tutti i giovani e le giovani della Diocesi dai 16 anni in su.

Tutte le info nella locandina sotto.

Iscrizioni tramite modulo online QUI.

Vuoi altre informazioni? Contattaci e segui @cmdfano sui social! 

Gli animatori del CMD Fano

NEWS! Il ritiro non avrà luogo a Villa Baratoff ma a Casa Giovani, in via don Bosco a Fano.

Pubblicato in NEWS, RITIRI INVERNALI, Ritiri... anno per anno

“Cuori ardenti, piedi in cammino”- TRE GIORNI INVERNALE 2023

FANO – Vieni a conoscere i missionari comboniani con il CMD?
Il 27, 28 e 29 dicembre 2023 andremo a Brescia e al lago di Garda, per conoscere la figura di San Daniele Comboni guidati da padre Mario Fugazza. Una nuova occasione per stare insieme, pregare e fermarsi a riflettere sulla Missione e sul mondo.

Si partirà con i pulmini nella prima mattinata del 27 e si tornerà nella tarda serata del 29. Dormiremo nelle strutture dei missionari comboniani.

Il ritiro è aperto a tutti i giovani e le giovani della Diocesi dai 16 anni in su.
Iscrizioni tramite modulo online https://bit.ly/ritirocmd23 entro mercoledì 20 dicembre.

Per sostenere le spese e le missioni chiediamo una offerta minima di 60 euro a testa.

Vuoi altre informazioni?
Contattaci e segui @cmdfano sui social!

Gli animatori del CMD Fano

Pubblicato in NEWS, RITIRI INVERNALI, Ritiri... anno per anno

“Vedere, toccare, incontrare” a Castel Volturno – Il racconto del segretario Filippo Bargnesi

Un litorale di 27 km lungo cui corre l’antica via Domiziana in direzione di Napoli, questa è Castel Volturno. Negli anni ’60 meta di vacanze della facoltosa borghesia del centro-sud Italia e ora casa di più di diecimila migranti, soprattutto nigeriani e ghanesi: una piccola Africa che vive in questo pezzo di Italia sin dagli anni Ottanta mentre molti dei loro figli sono nati in Italia e hanno sempre vissuto in Italia, ma per una intricata burocrazia, spesso non italiani. Una realtà molto complessa, dove tuttora giungono molti migranti e in cui la voglia di integrazione e riscatto di tanti giovani si scontra con la malavita locale, la quale trae enormi profitti dallo sfruttamento del lavoro nero, dal traffico di droga e dalla prostituzione.

Dal 27 al 29 dicembre un gruppo di dieci giovani animatori del Centro Missionario della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli e Pergola ha deciso di salire in macchina e recarsi proprio a Castel Volturno, dove una piccola comunità di Missionari Comboniani cammina insieme a queste persone, cercando di accompagnarli nel difficile percorso di integrazione e accoglienza. Sotto la guida di padre Daniele Moschetti e padre Filippo Ivardi, i ragazzi del Centro Missionario hanno vissuto alcuni giorni in una realtà ricca di testimonianza evangelica. Prima di tutto c’è stato il vedere: un lungo pomeriggio passato tra i luoghi significativi di Castel Volturno, come per esempio la strada dove nel 2008 sono stati assassinati dalla camorra sette migranti ghanesi, un gesto dimostrativo da parte della malavita locale; oppure la frazione di Destra Volturno dove giornalmente i missionari lavorano per l’integrazione delle comunità locali (92 nazionalità si contano nell’area) con corsi di italiano e doposcuola. Vedere e toccare quindi, camminando in un paese fatto spesso di scheletri di edifici e degrado, dove regna l’abusivismo spesso associato al riciclaggio, e dove tanti migranti hanno trovato alloggio anche grazie ai bassi prezzi che riescono a spuntare sugli affitti, accessibili anche alle loro misere paghe da braccianti agricoli in nero, senza nessun tipo di contratto e tutela, e per vivere in case senza alcun servizio essenziale.

Poi c’è stato l’incontro: testimonianze forti di coraggio. Appiah, partito ancora minorenne dal Ghana, ha attraversato il deserto con quarantanove compagni: solo in cinque sono riusciti a raggiungere la Libia, gli altri dispersi nel deserto. Poi le carceri libiche, la fuga, il lavoro nero nei cantieri edili libici e l’attraversamento del mare, perché non aveva scelta, riattraversare il deserto impossibile, nessun documento: o il mare o di nuovo le carceri libiche. Senza saper nuotare, tre giorni a bordo di un gommone, per diverse migliaia di euro, accantonate con fatica. Ora fa il mediatore culturale per l’Associazione Black&White dei Missionari Comboniani a Castel Volturno, ma vorrebbe che nessuno mai più affrontasse quello che lui ha dovuto affrontare. Blessing invece è partita dalla Nigeria, le avevano promesso un lavoro, e il lavoro era la strada, ma lei non lo sapeva.
E’ riuscita a scappare ma tante come lei non ce l’hanno fatta. Ora ha due figli, e anche lei vorrebbe che storie come la sua non si dovessero più raccontare. La domanda forte è stata ‘perché?’, non tanto perché succede questo o non solo, ma perché tanti giovani nel mondo hanno la possibilità di viaggiare, cercare opportunità e vivere le loro esperienze di vita, mentre altri giovani non possono uscire dai loro paesi se non attraverso la fuga, andando incontro ad esperienze terribili, e spesso la morte.

Ma anche testimonianze di luce in una terra martoriata. Alfonso, giovane professore, che dedica il suo tempo libero andando sulla strada ad incontrare le prostitute, per soccorrerle nei loro bisogni essenziali e cercando di liberarle dalla schiavitù dei loro padroni, un mercato che purtroppo non conosce crisi, spesso gestito dalla malavita locale. E infine l’incontro con la figura di Don Peppe Diana, sacerdote ucciso dalla camorra per il suo schierarsi a favore della giustizia senza compromessi, che ha ricordato come il dramma dei migranti si inserisce in una terra con un passato difficile non ancora superato. Così, nell’ultimo giorno, nella parrocchia di San Nicola a Casal di Principe, i ragazzi del Centro Missionario hanno potuto incontrare don Franco, successore di Don Peppe, e Augusto, testimone oculare dell’omicidio, che hanno raccontato uno spaccato di quegli anni fatti di sangue e violenza, silenzio e omertà. Hanno ricordato il coraggio di Don Peppe e la fatica di vivere in un contesto dove anche una parte della Chiesa si nascondeva, cercando di non compromettersi, senza denunciare apertamente quello che stava accadendo, ma non Don Peppe, e per questo ha pagato con la vita.

Dopo questi incontri, queste testimonianze, non può che restare dentro una scelta di impegno, una scelta per la giustizia, una scelta di parlare apertamente contro ogni potere inqualche modo legittimato o illecito che operi contro la dignità umana.


Filippo Bargnesi
segretario CMD Fano

Pubblicato in NEWS, RITIRI INVERNALI, Ritiri... anno per anno

Concluso il RITIRO INVERNALE 2021

PESARO – Come da tradizione, nonostante le difficoltà del momento, anche quest’anno il Centro Missionario Diocesano ha organizzato due giorni di riflessione e ritiro dedicati ai giovani. Ospiti presso la grande struttura di villa Baratoff di Pesaro e nel rispetto delle normative vigenti, alcuni giovani, guidati dal missionario comboniano padre Giorgio Padovan, si sono confrontati sulla lettura della Bibbia prendendo spunto dalle esperienze delle comunità di base dell’America latina, dove la parola viene spezzata tra i poveri e gli emarginati.

Analogamente alla forse più nota lectio divina (dalla quale trae origine, ma dandole una forma più semplice e concreta, visto che nasce tra comunità quasi analfabete), nella lettura popolare orante la Bibbia viene letta, contestualizzata, pregata e meditata, per poi cercare il suo messaggio nel qui e ora.

La Bibbia diventa quindi il vertice di un triangolo che unisce vita e comunità, dove la Parola non solo viene letta alla luce della propria storia personale ma diventa proposta, azione concreta con gli altri e verso gli altri.

Esperienza concreta che è arrivata ai giovani anche grazie ai racconti di alcuni missionari ora rientrati in Italia, ma con un incredibile bagaglio personale di storie vissute nelle situazioni più disperate del mondo, tra povertà, malattie e guerre, dove con i loro occhi occhi e con le loro mani hanno visto e toccato, spesso a rischio della loro stessa vita, “la parola che si fa vita“.

Filippo Bargnesi

Pubblicato in NEWS, RITIRI INVERNALI, Ritiri... anno per anno

“Connessi tutti” – DUE GIORNI ONLINE 2020

Quest’anno, a causa della pandemia, purtroppo non sarà possibile organizzare il  ritiro invernale del Centro Missionario Diocesano che tradizionalmente si teneva alla fine di dicembre, in presenza.

Abbiamo deciso quindi  di optare per una formula diversa. Ovviamente non sarà un vero e proprio ritiro, ma offriremo, sui nostri canali social nei giorni 27 e 28 dicembre, alcuni semplici contenuti multimediali che daranno la possibilità di riflettere su questioni missionarie e sentire  la voce e le esperienze di diversi missionari che in questi anni ci hanno accompagnato nelle attività estive.

Il tutto sarà liberamente fruibili nei canali social (Facebook, Instagram e YouTube) del Centro Missionario della Diocesi.

Di seguito riportiamo il video riassuntivo di questi due giorni.

Pubblicato in RITIRI INVERNALI, Ritiri... anno per anno