Auguri missionari!

Gli auguri che i tanti missionari che conosciamo, sparsi per il mondo, ci fanno!

 

Il mio 80° compleanno                                    Addis Abeba, 28 ottobre 2014

 

“La soglia degli 80 è un dono grande di Dio e mi unisco a te per rendere grazie a Lui. Una preghiera e una memoria anche per il nostro Istituto per il dono di averti e per la tua testimonianza. Coraggio e avanti nel Signore! Fraternamente, padre Stefano Camerlengo” è l’augurio del Superiore Generale dei Missionari della Consolata ai quali appartengo dal 1958.

Col pranzo in famiglia mi hanno festeggiato gioiosamente i miei confratelli di Addis Abeba e alla sera i parrocchiani mi hanno sorpreso con uno spettacolo teatrale nel salone sottostante la Chiesa. Il tema biblico è stato: “LA PIETRA SCARTATA DAI COSTRUTTORI E’ DIVENUTA TESTATA D’ANGOLO” come leggiamo nel salmo 118, versetto 22 e nel vangelo di Matteo, capitolo 21, versetto 42. Ovviamente si riferisce a Gesù Cristo ma mi piace estenderlo in senso lato anche ai suoi Profeti, ai suoi Martiri, ai suoi Apostoli e discepoli e, perché no?, alla storia della mia vita che mi ha portato molto lontano. Le difficoltà, le dure lotte, gli ostacoli della mia vita li ho sempre affrontati non come problemi ma come opportunità per crescere verso il meglio, per formare un carattere forte, deciso a riuscire in tutto ma solo col potere dello Spirito Santo che accompagna chi si impegna a seguire Gesù Cristo.

In parallelo abbiamo ricordato SOLOMON FISSEHA come esempio massimo di ricupero ottenuto in questi miei 31 anni di missione in Etiopia. Rimasto piccolo di statura, gracile e malformato avendo reagito male alle vaccinazioni, Salomone fu abbandonato dai genitori all’età di tre anni alla nostra clinica di Gighessa, la mia prima missione dopo 21 anni di America. Secondo i medici non poteva vivere a lungo. Sentendosi però amato e curato con tanto affetto e tenerezza dalle Suore Orsoline, dai nostri missionari, fisioterapisti e volontari italiani cominciò a vivere una fanciullezza quasi normale assieme agli altri pazienti iniziando anche a frequentare la scuola della missione con ottimi risultati. Intanto io fui trasferito nella vicina missione di Gambo a dirigere la scuola e la fattoria per sei anni. Dopo una breve esperienza pastorale di un anno a Shashamane fui destinato definitivamente alla CITTA’ DEI RAGAZZI di Asella per orfani e disabili. Qui mi resi conto che tutte le tappe precedenti della mia vita puntavano verso questo incarico importantissimo.

Nel frattempo anche Solomon si era trasferito qui per continuare i suoi studi accademici fino alla dodicesima classe. Qui incoraggiavo tutti ad occupare il tempo libero in arti e mestieri ed è qui che Solomon, costretto a muoversi in carrozzella con la forza delle sue mani e braccia, si è dimostrato un genio di pittore, musicista e compositore di grande successo fino a mettersi in proprio con l’aiuto della Cooperazione Italiana costruendosi un piccolo centro a pochi passi dalla missione. Coi risparmi della vendita delle sue pitture aprì addirittura anche uno studio di registrazioni musicali con tutta l’attrezzatura professionale per favorire i cantanti di provincia. La TV lo ha presentato diverse volte a tutta la nazione come modello di intraprendenza da contrapporre ai mendicanti e fannulloni che sono soltanto un peso per la società.

Arrivato il tempo di consegnare tutte le opere e strutture di Asella al Vescovo locale fui trasferito alla nostra sede nazionale di Addis Abeba per dedicarmi ai progetti e dirigere la casa. Il destino ha voluto che anche Solomon, insieme alla sua mamma si trasferisse vicino a noi per partecipare alle funzioni della Chiesa e contribuire al miglioramento della mia scuola di pittura stimolando anche gli altri allievi ad imitarlo. Sta già elevando il livello artistico della mostra permanente annessa alla scuola che un giorno potrebbe diventare galleria d’arte.

Vi sono grato per le vostre e-mail molto incoraggianti. Mi limito a citarne due che compendiano tutte le altre che mi spingono a non mollare. La prima è di Maria da Sarzana che dice: “Sono felice di sapere che la sua salute è migliorata e le auguro di cuore che il Buon Dio le dia sempre più forza perché tutto il lavoro che fa è impareggiabile. Mi fa piacere sentire che il mio adottato ha finito gli studi e trovato un lavoro mentre io sono in difficoltà”. “Spero che tu stia bene, perché la tua opera in Africa è preziosa come l’acqua e come l’aria”-mi scrive Claudio, uno dei tanti volontari venuti a darmi una mano dalla mia Diocesi di Fano e continua a mandarmi ogni mese 50 euro per i miei progetti. Giustamente, come tanti di voi, aspetta conferma da me che mi arrivano.

Mi accorgo che sto trascurando perfino di rispondere alle vostre e-mail essendo continuamente interrotto dalle necessità materiali e spirituali dei poveri, dei ragazzi e ragazze di strada, tossicodipendenti e prostitute che stanno facendo con me un CAMMINO DI CONVERSIONE CON L’AIUTO DELLA PAROLA DI DIO, I SACRAMENTI, L’APPOGGIO DELLA COMUNITA’ E TANTA PREGHIERA ALTERNATA ALLO STUDIO E LAVORO IMPEGNATIVO IN ARTI E MESTIERI PER RENDERLI AUTOSUFFICIENTI. Il martedì sera ci incontriamo per la liturgia biblica e il giovedì sera, per chi vuole, abbiamo un’ora di adorazione per le vocazioni mentre l’evento settimanale più coinvolgente per tutta la comunità si realizza con la celebrazione della Santa Messa prefestiva che cambia la “FEBBRE” del sabato sera in FERVORE del sabato sera… E’ dura ma i buoni risultati sono già evidenti. Uno dei miei pittori al quale era stata prospettata una borsa di studio per due anni di scuola d’arte a Firenze, a metà settembre mi ha sorpreso con questo SMS: “Carissimo Abba Renato. Sono stato accettato nel Seminario Diocesano di Meki. Vorrei diventare come te. So che è impossibile ma ci proverò”. Un secondo membro del Cammino Neocatecumenale, alla fine della nostra ultima CONVIVENZA di due giorni e due notti trascorse nella nostra casa per Ritiri Spirituali a Modjo, ha espresso in pubblico di voler migliorare la propria vita spirituale e gli studi per qualificarsi ad essere accettato in Seminario.

Nella catechesi cerco di convincere tutti a mettere Dio al primo posto, sbarazzandoci del passato col sacramento della riconciliazione e ricominciando insieme una vita nuova alla sequela di Gesù Cristo, ripieni dei doni e della potenza dello Spirito Santo. “A Dio nulla è impossibile – dico loro –

perciò mettiamo da una parte della bilancia “I NOSTRI PROBLEMI” e dall’altra “LE PROMESSE DI DIO che troviamo nella BIBBIA”: la disperazione si cambia in speranza, la depressione in gioia piena, la sconfitta in vittoria, l’inferno in paradiso. A NOI LA SCELTA.

 

Ho davanti a me il tavolo pieno di foto di ragazze madri col neonato in braccio, bambini bisognosi di essere adottati a distanza per soddisfare alle richieste di tanti di voi che avete concluso con successo lo scopo precedente. Continuo anche ad offrire a molti l’alternativa di aiutare i nostri progetti che favoriscono la crescita di tutta la popolazione a noi affidata più che di un individuo.

Anche quest’anno offro come in passato le 30 Sante Messe di Novembre per i vostri cari defunti.

 

BUON NATALE 2014.

 

e-mail abbarenato@hotmail.com              Padre Renato Saudelli

oppure renatosaudelli@gmail.com            P.O.Box 5535

                                                            ADDIS ABEBA – ETIOPIA

Cari amici tutti del CMD, con ritardo, però con gli stessi sentimenti di speranza e di rinnovato entusiasmo che ci da la nascita di Gesù, auguro a tutti voi ad essere seminatori di pace, amore, fraternità e gioia in ogni parte e ambiente dove vi trovate, in questo mondo che tanto ne ha bisogno. In modo speciale voglio dare un saluto ai partecipanti del ritiro e rallegrarmi con loro, perché mentre i loro coetanei “impazziscono” in questi giorni di feste, hanno preso la determinazione di passare tre giorni ritirandosi nella riflessione e nella preghiera.

Siete proprio bravi! Vi ricordo una frase di Papa Francesco che mi è piaciuta molto, disse alla vigilia di Natale: “Cerchiamo di vivere questo Natale in coerenza con il Vangelo, mettendo a Gesù al centro del nostro cuore”. Sì, perché se Gesù è al centro, tutto il resto diventa secondario, troveremo il vero senso della nostra vita, sarà piena e non avremo difficoltà a donarla per gli altri, come Gesù. Tanti auguri, ragazzi!

Padre Claudio Brualdi

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Don Sandro Faedi

Padre Angelo BaruffiPadre Angelo Baruffi-page-001

Pubblicato in Lettere dalla missione