FotoAuguri dal Brasile! – P. Roberto Minora

Carissimi/e, due piccole foto e il mio augurio di Buon Natale: la prima è di una comunità all’interno di Balsas in occasione della Cresima e la seconda è del Dicembre di Pace a São Luís. Come vedete io sto benissimo e in questi ultimi giorni stiamo preparando la festa dei 10 anni di vita della Parrocchia che sarà sabato 29. Per adesso… Buon Natale e grazie della vostra amicizia. Roberto

P. Roberto Minora

Cx.P. 114- Missionários Combonianos

65800-000 Balsas (MA)- BrasilCrisma 1Dezembro de Paz

Pubblicato in Lettere dal Sudmerica, Lettere dalla missione

La ingiustizia dell’altro non può farmi ingiusto – P. Gabriele Perfetti

Undicesimo appuntamento della nuova rubrica del CMD; ancora una lettera del prolifico Padre Gabriele Perfetti, missionario comboniano in Colombia.

Tornare da voi è sempre bello e gioisco di intravvedere le vostre lotte per essere coerenti con lo stile del vangelo…

È il mistero della vita che si nutre di vita non solo biologicamente, ma anche spiritualmente.
Paty è una principessa della strada, 35 anni. Mentre racconta mi sento trasportato dalla curiosità, poi perplessità…paura di perdermi in questo labirinto dove ogni porta che apre ti immette in una stanza di sofferenza e di dolore.
Se sei pronto ti porto con me in questi meandri della storia di Paty:..Le sue lacrime, le ingiustizie subite, il disprezzo e la disumanità che si è abbattuta su di lei ci faranno più umani.
“La mamma mi ha abbandonata da bambina e sono cresciuta con i nonni.
Lo zio materno ha abusato di me dai tre agli otto anni.P1000299
In una delle sue rare visite la mamma mi ha rotto la bocca quando gli ho detto che lo zio mi violentava.
Abbandonai la casa e la strada mi ha offerto un compagno…dapprima mi induce a drogarmi e poi a prostituirmi…devo procurargli i soldi per la droga”.
L’attesa e poi la nascita di un bimbo la fa sperare che la sua vita cambierà.
La pressione e le minacce del compagno la ributtano in strada.
Seguono tre aborti perché lui è sempre più crudele ed esigente e non può permettergli di astenersi dal “lavoro” per la maternità…..si sente schiava.
Riesce a fuggire con il piccolo. Incontra un uomo che le promette protezione e amore…si sposa.
Nel suo via crucis sembrerebbe il gesto della Veronica che asciuga il volto…però dura solo un istante…perché questa speranza di essere capita e amata crolla. Il marito le ricorda che è una puttana e lo sarà sempre. Lo scherno e il vilipendio raggiungono il suo apice quando lui la immobilizza legandogli i polsi e le caviglie…poi invita gli amici alla festa….possono divertirsi è tutto gratis.
Ricomincia la via dolorosa: di nuovo obbligata a scendere in strada.
Paty è umiliata, disprezzata, picchiata…ma il grido di dolore è per il figlio non per lei…”perché suo marito ha abusato del figlio di sette anni…che necessità aveva se con me ha fatto tutto quello che voleva, quando voleva e come voleva….perché mio figlio”?
Tornato a casa rigiro quel grido di dolore aColombial Padre Dio…perché? A Te non importa niente?
Questo silenzio di Dio ci infastidisce…vorremmo scuoterlo, svegliarlo…però Lui non può fare giustizia come la intendiamo noi: dare a ciascuno quello che si merita…la Sua giustizia è dare a ciascuno quello di cui ha bisogno.
Il Padre sta sempre con l’oppresso…di più sta nell’oppresso però non per dargli la rivincita sopra l’oppressore.
La ingiustizia dell’altro non può farmi ingiusto…non può portarmi a compiere le stesse crudeltà con la giustificazione che è per fare giustizia.
Dio vuole il bene, unicamente il bene, ci crea per il bene e la felicità.
Ci invita a collaborare con Lui in questo lavoro di amore e giustizia….di non arrenderci…ci invita a vivere con giustizia prima di voler fare giustizia. L’imperfezione, il conflitto, il male….ci accompagneranno sempre come un’ombra…però sentiremo che vale la pena questa avventura della Vita solidaria.

Un abbraccio che non ci fa più sentire soli…Gabriele

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Non gli ho mai chiesto se credono in Dio, però sì gli ripeto che Dio crede in loro – P. Gabriele Perfetti

Giungiamo, con questa lettera di Padre Gabriele Perfetti, missionario comboniano in Colombia, al decimo appuntamento della rubrica “Lettere dalla missione” del CMD.

Lettera di Padre Gabriele a Scalfari…con delicatezza gli ribalta la frittata….

Sig. Eugenio, leggendo la sua intervista a Papa Francesco mi sono riempito di emozione e la considero una persona fortunata. Lei rivela come la sua vita ha cambiato direzione nello scoprire il “cogito ergo sum..” Anche per me è stata decisiva questa frase…però con una “r” in più:
“cogitor ergo sum”.
Sì, sapere e sentirmi pensato mi ha portato più in là del mio pensare…è diventato una certezza, una forza che mi ha fatto sperimentare essere accolto e amato così come sono.
Eugenio se un giorno il tuo “cogito” si rivelasse insufficiente per dar senso alla vita, se non ti sostenesse più, se il buio del caos prendesse il sopravvento, non dimenticare la ” r “… si ripeterà il miracolo che la testa lascia spazio al cuore e scoprirai che “Qualcuno” ti pensa…ti pensa da sempre, prima che nascessi…di più è il Suo pensiero che ti ha chiamato alla vita e…che tu sei la Sua gioia…ed allora ti sentirai trasportato su ali che vanno oltre la “Energia caotica – indistruttibile” di cui parli. Ti sentirai non solo parte del Tutto, ma il Tutto in una parte.medellin_mapadecolombia_520x353
Con confidenza e stima, che van crescendo mentre ti scrivo, aggiungo che chi ci salva non è il nostro credere in Dio, ma è Lui che crede in noi e…che Lui creda in noi c’è lo fa capire e c’è lo ripete ad ogni istante. Ci stima e ci guarda con orgoglio di Padre e Madre e non permetterà a nessuno che gli siamo strappati via dalla sua mano.
Ed allora perché credere?
Credere…aver fiducia in Dio non è per assicurarsi il biglietto terra – cielo, ma per anticipare il cielo sulla terra. Credere che Dio crede in noi e che siamo la sua gioia ci toglie “la paura” e ci rende capaci di una relazione con gli altri non più condizionata dallo spirito di competizione, di potere, di avidità o vanità, ma di solidarietà e servizio, di giustizia e misericordia.

Le assicuro che stando con gli abitanti e le principesse della strada non gli ho mai chiesto se credono in Dio, però sì gli ripeto che Dio crede in loro…che soffre con loro, lotta con loro perché la vita disprezzata, schiacciata e umiliata torni ad essere vita gioiosa.
Un abbraccio non da proselitismo, ma da amico che sente di condividere il Cammino della vita.

Gabriele Perfetti
Missionario Comboniano
Medellín Colombia

P.S. sono passato dal lei al tu senza accorgermi…l’amicizia che sentivo crescere ha rotto la barriera del galateo-protocollo però non quella del rispetto e della stima.

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L’amore che è in noi è inesauribile e, al darlo, aumenta e si rinnova – P. Gabriele Perfetti

Di nuovo qui con il nono appuntamento della rubrica “Lettere dalla missione” del CMD con una lettera del prolifico Padre Gabriele Perfetti, missionario comboniano in Colombia.

Tocca e fuga…il tempo di uno spot …oggi regaliamoci 9 minuti…per assaporare la vita…

Ho visto piangere un uomo…
Cerca di coprirsi con la mano…le lacrime scorrono lungo le guance.
Sembra impossibile che sotto quei stracci rotti e sporchi,
capelli arruffati, volto difronte al quale vorresti abbassare lo sguardo o
girare la testa per non vedere….
ci sia ancora una persona…una persona con sentimenti,..
sembra così umanamente sfigurato che ti meraviglia questo scoppio di pianto…
che ti rivela che c’è un cuore che non ce la fa più.
Dietro quel volto c’è una storia e non solo la sua ma anche quella dei suoi antenati.
La vita di Tomás è un via crucis di 43 anni.
La mamma muore giovane…il tempo di insegnarli a camminare…lui aveva due anni.
A 13 anni gli viene tolto il papà ucciso dai paramilitari.
Una violenza continua lo ha perseguitato nei suoi anni giovanili.
Nel suo vagare-fuggire da un posto all’altro i suoi compagni inseparabili sono stati la paura e l’odio.
Relazioni iniziate che promettevano nuova vita non hanno mai avuto il tempo e la disponibilità di essere feconde.

Non ti è mai capitato in un momentmedellin_mapadecolombia_520x353o speciale di ripensare e rivedere il volto di una persona amata?
Puoi passare per l’oscurità, puoi sentirti afflitto e schiacciato dal dolore però se riesci anche solo a ricordare quel volto che ti ha fatto sentire amato, quel volto che è certezza di amore anche se lontano,allora succede il miracolo di sentire che la vita corre per il tuo essere. Quel volto che è garanzia di un amore che ti stima, che sei importante, che non ti lascerà mai perché è così unito a te che è una sola cosa con te.
La contemplazione di quel volto amato ti fa assaporare l’infinito.

Quel pianto di Tomás è stata la risposta alla mia proposta di richiamare alla memoria una persona, un volto che lo ha fatto sentire amato.
Scuotendo la testa e con le lacrime dice: ” Non ho nessuno…non ce l’ho..”
La mancanza di amore è negazione della vita.
Solo l’amore rende possibile l’uomo, la donna.
L’uomo è uomo solo se impastato d’amore.

È facile sentire la commozione dentro…chiederti perché si deve arrivare a tanto prima di accorgerci che potremmo riversare un po’ d’amore, di comprensione, di attenzione…perché ci rimane così difficile far palpitare il cuore con i suoi ritmi…senza tutti quei condizionamenti, calcoli e paure che lo rendono asettico e….insensibile?
Perché ci neghiamo ad allargare gli orizzonti buttando giù steccati che ci rendono prigionieri della nostra meschinità?
Perché abbiamo paura di esaurire l’amore che è in noi se questo è inesauribile e al darlo aumenta e si rinnova?
Ti faccio un invito: …sii tu quel volto che qualcuno cercherà in momenti difficili e grazie a te avrà la forza di seguire.

Assaporiamo il Suo abbraccio che ci stringe forte. gabriele

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