“Tra le tante contraddizioni ci siano anche spazi di speranza”

Il segretario Filippo Bargnesi, “di passaggio” in Sud Africa, ci racconta la realtà che ha visitato e l’incontro con il nostro amico padre Gabriel.

Gabriel Kwedho, keniota e amico da tanti anni del Centro Missionario della Diocesi, negli anni della sua formazione in Italia ha partecipato a diversi campi missionari, ed ora è padre missionario della Consolata a Woodlands (Pieterzmarisburg, SA).

Il Sud Africa è una realtà molto complessa, una strada può dividere un quartiere benestante da una baraccopoli con case di lamiera e fango sommerse dall’immondizia. Entrambe parte della stessa parrocchia. “A volte non sai neanche, quando vengono in parrocchia, se sono parte di una o dell’altra realtà” racconta Gabriel, e continua – “con i parrocchiani stiamo cercando di aiutare la parte più povera del nostro territorio, coloro che vivono nello ‘slum’, oltre la strada. Ogni mercoledì alcune donne preparano un pasto caldo che viene distribuito gratuitamente ai più poveri. Ci siamo anche chiesti come fare per coinvolgerli attivamente in questa giornata, facendo contribuire anche loro con qualcosa. Abbiamo deciso così di donare alcune piantine da orto, che possono coltivare nei loro piccoli spazi tra le baracche, di modo che una volta cresciute possano portare e condividere un po’ della loro verdura”.

Gabriel ci racconta anche come tra le tante contraddizioni ci siano anche spazi di speranza: “è un Paese che ha da raccontare molto anche sull’immigrazione: in Sud Africa arrivano un sacco di immigrati dai Paesi africani limitrofi e anche da India e Asia. L’integrazione non è facile, ma spesso si realizza”.

Infine l’annuncio missionario “la realtà di Chiesa locale è molto complessa: da un lato molte persone sono distanti dalla fede e appartengono ormai a un mondo con uno stile occidentale secolarizzato, dall’altro nel territorio della parrocchia esistono una gran quantità di chiese protestanti, evangeliche, riformate, anglicane… Su questo aspetto l’esperienza che sto’ vivendo è molto interessante e positiva, all’insegna del dialogo ecumenico: per esempio il venerdì santo tutti gli anni facciamo una via Crucis unica per tutte le confessioni cristiane e durante l’anno organizziamo giornate comuni per le famiglie e incontri di preghiera”.

La speranza e l’augurio è di poter continuare questo rapporto di amicizia e sostegno reciproco nella preghiera e in una strada di progettualità missionaria.

Filippo Bargnesi
Segretario CMD Fano

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“Siamo state in Africa…ma da qui la nostra missione continua, vogliamo che continui!”

Maddalena, Veronica, Elisa e Letizia della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola, hanno vissuto nel mese di agosto un’esperienza breve in missione, in Burundi, con l’associazione Urukundo onlus.

Leggiamo la testimonianza di Maddalena, rientrata da pochi giorni….

Ho realizzato il mio grande sogno. Sono stata in Africa, precisamente in Burundi. Non ero da sola, anzi, ho avuto delle ottime compagne di viaggio: Veronica, Elisa e Letizia.
Siamo tornate da pochissimi giorni dopo 25 giorni di permanenza a Gitega, presso la Congregazione del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo. Il tempo ci è volato e, inutile dire, che siamo rimaste travolte da ciò che abbiamo visto e sperimentato.
Abbiamo avuto la possibilità di toccare letteralmente con mano i progetti portato avanti da Urukundo Onlus in collaborazione con la Congregazione: il progetto mattone, il progetto capretta, il progetto adozioni, il progetto carta di identità.
Abbiamo trascorso una giornata presso il villaggio di Mabaya, con Padre Francesco, ad aiutare i nostri amici pigmei a costruire una casa: andare a prendere l’acqua, mescolare terra e acqua per formare il fango, che funge da cemento, incastonare bene i mattoni.. E’ stata un’esperienza che ci ha toccato particolarmente, concreta, pratica, che ci ha fatto molto riflettere sulla fatica che affrontano ogni giorno.

Siamo, inoltre, state al villaggio di Mubuga, con padre Achille, nel quale si sta portando avanti un progetto agricolo che consente ai pigmei ivi stanziati di avere del cibo, come manioca, patate, melanzane: ci siamo cimentate tra loro con zappa e acqua per irrigare il terreno.
Abbiamo inoltre comprato 27 caprette che sono state, poi, donate a 81 famiglie, appartenenti ai villaggi di Nibungere e Buga.

Ci siamo immerse nella cultura africana, ci siamo sentite travolte da una realtà molto più che diversa dalla nostra, ci siamo lasciate trasportare da emozioni indescrivibili. Abbiamo fatto incontri che ricorderemo per sempre, abbiamo abbracciato bambini il cui volto è impossibile da dimenticare.
Siamo state accolte come se fossimo di famiglia, in primis dalla Congregazione, ma non da meno sono stati i villaggi in cui siamo state: sia al nostro arrivo, sia al momento dei saluti finali, le donne con il peso dei loro bambini legati alla schiena ballavano per noi, per ringraziarci, per accoglierci. Cantavano, fischiavano, ballavano, battevano le mani.
Lo facevano per noi.
Mi sono divertita a dare un “nome” a questo tipo di amore,accoglienza, a questa solidarietà che ci è stata mostrata in ogni sua sfaccettatura, l’ho chiamato “razzismo al contrario”. Parlo in prima persona, ma penso di poter coinvolgere anche le altre 3 ragazze con cui ho vissuto questa esperienza, dicendo che mai ci siamo sentite così parte di qualcosa, parte di un progetto più grande di noi.

Abbiamo visto tanto. Abbiamo capito tanto. E ora non ci resta che urlare, letteralmente gridare, la gioia che abbiamo immagazzinato in questo mese, la gioia che loro ci hanno trasmesso, una gioia e una carica che non avevamo mai provato.
Siamo state in Africa. Speriamo di tornare in Africa. Ma da qui la nostra missione continua, vogliamo che continui!

Maddalena Buiani

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4 ragazze della Diocesi in partenza per il Burundi!

Maddalena, Veronica, Elisa e Letizia vivranno un’esperienza breve in missione, in Burundi con l’associazione Urukundo onlus.
Partiranno il 2 agosto e rientreranno a fine agosto.

Conosciamole meglio attraverso le parole di Maddalena a pochi giorni dalla partenza…

FANO – Da quando abbiamo deciso di partire ci chiamano “missionarie”, ma chi sono questi “coraggiosi missionari”? Noi siamo quattro semplici e normali ragazze e siamo in procinto di partire, il 2 agosto, alla volta del Burundi, per circa un mese.
Io sono Maddalena ed ho deciso di avventurarmi in questa esperienza insieme alla mia migliore amica, Veronica. Da anni partecipiamo al Campo Missionario Diocesano, abbiamo iniziato 9 anni fa, e siamo cresciute all’interno di questa realtà, fino a diventarne le direttrici nel 2016. Il Centro Missionario Diocesano di Fano è stato il “nido” di questo desiderio, di questo sogno, che insieme all’associazione Urukundo onlus ci ha dato l’opportunità di realizzarlo.
Grazie a questa associazione abbiamo conosciuto altre 2 ragazze di Apecchio, Elisa e Letizia, che partiranno insieme a noi. Cercavano da tempo un’associazione che le permettesse di fare un’esperienza di missione e tramite dei passa-parola hanno scoperto l’associazione Urukundo.

Siamo due coppie di amiche che stanno per iniziare un’esperienza che, dicono, ci cambierà la vita. Siamo 4 ragazze, di Fano e di Apecchio, studentesse e lavoratrici, ma con un sogno comune.

Le 4 giovani all’ultimo Campo Missionario Diocesano, dal segretario Filippo, hanno ricevuto il mandato missionario.

La domanda che ci viene posta più frequentemente è: “Cosa farete là?”.
Urukundo onlus in Burundi sta portando avanti vari progetti: il progetto Carta d’Identità, il progetto Mattone, il progetto Capretta, il progetto Adozioni… andremo quindi a vedere l’andamento di questi progetti, a conoscere le varie realtà, a conoscere persone. Se, però, mi chiedete che cosa significa veramente tutto questo, io non lo so. Siamo pronte a conoscere nuove persone, nuove culture, siamo pronte alla scoperta del diverso e del prossimo, in un modo tutto magico che solo l’Africa sa offrire.
Ci viene sempre detto che non andremo lì a salvare il mondo, io penso che semplicemente cercheremo di abbattere delle piccole barriere nella nostra quotidianità.
Siamo super cariche e non vediamo l’ora di partire!

Maddalena Buiani

www.urukundo-onlus.net
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“Come è bello vederli animati ed allegri anche quando alla sera non hanno un piatto da condividere”

Padre Leonello, missionario originario della nostra Diocesi, ora in Mozambico, ci ha inviato notizie a seguito del recente ciclone che ha devastato parte del Paese.

Carissimo Marco, solo ora, dopo una settimana di riposo a Tete, rispondo alla tua richiesta inviatami per avere notizie sul ciclone che ha distrutto la città di Tete e la maggior parte della regione.

Avrai avuto altre notizie e quindi ti dico qualche cosa tanto sul ciclone e su quanto stiamo facendo per aiutare quelli che più ne hanno sofferto le conseguenze.

Il 14 di marzo, giovedì, dal mattino il cielo si è fatto scuro ed un vento sempre più forte ci ha aggrediti obbligandoci a chiudere le finestre della casa, ricorrendo a fili di ferro per evitare che le aprisse, verso mezzanotte sembrava diminuire la forza del vento e pensavamo che lo spavento fosse finito. Purtroppo passato l’occhio del ciclone è aumento di nuovo la forza del vento ed abbiamo cominciato a sentire i colpi di tegole ed eternit sulla nostra casa e in meno di mezzora la pioggia ha inondato il primo piano ed a scendere dalle scale per il piano terra, inondando tutta la casa. Dandoci da fare siamo riuscito a salvare 4 stanze del piano terra e salvare qualche cosa. Solo dopo 12 giorni abbiamo rivisto l’energia elettrica, niente internet, niente telefono nulla di nulla per collegarci al mondo mozambicano e globale. Da una settimana sono a Tete ma non è tornata la normalità. Le case della città sono scoperte al 95%, case distrutte, solo due chiese sono rimaste col tetto, le altre o distrutte totalmente  o scoperte. Così si dica delle scuole, edifici pubblici, ospedali , case vecchie e nuove della città.

Perché sono ancora a Tete? ho avuto, penso uno sbalzo di pressione, ho perso molto sangue dal naso, ma sono riuscito  a ricuperare. Arrivato il padre Provinciale da Maputo ed ha presieduto la celebrazione della settimana Santa ed io sono stato obbligato a restare a casa la Domenica delle Palme, poi ho vissuto regolarmente la Pasqua con la Comunità parrocchiale che nella sofferenza della Quaresima ha vissuto la S. Pasqua con fede e ringraziamento al Signore. Il prossimo lunedì tornerò a Beira ma il 27 partirò per l’Italia per ferie e vedere se il Signore mi darà altro tempo per vivere  con questa famiglia a cui ora mi sento più unito. Spero che tutto vada bene e possa tornare e fare qualcosa per ricominciare una nuova vita piena di Speranza e di coraggio. Tante buone persone ci stanno aiutando e pensiamo con tali aiuti aiutarli ora e dopo nella ricostruzione delle loro casette.I miei compagni stanno aiutando con Kit di alimenti, di Igiene,ecc. cominciando dagli anziani, ammalati, orfani e vedove. Abbiamo dato una grande allegria ai bambini con un Kit di materiale scolare ed una borsa per mettere i pochi libri di cui usufruiscono.

Mi pare di avervi riassunto quello che stiamo vivendo e quanto sia grande la sofferenza dei più poveri, in particolare, ma come è bello vederli animati ed allegri anche quando alla sera non hanno un piatto da condividere. Sono Coraggiosi!


Dal 28 maggio sarò a casa di mia nipote a S. Michele al Fiume e potrete trovarmi se ancora posso esservi utile per il bene della nostra gente e di questa nostra gente mozambicana. Pregate per noi,

06 Maggio 2019
padre Leonello Betti

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