Estate in Burundi: racconti di un viaggio nel cuore “malato” dell’Africa

Quattro ragazzi tra i 18 e i 32 anni provenienti da varie parti della diocesi di Fano Fossombrone Cagli  Pergola hanno dedicato un mese della loro estate 2018 ad un’esperienza in missione. La meta è stata Gitega, Burundi, ospiti dei Padri del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo, che da ormai tanti anni, sostenuti anche dalla diocesi di Fano e dall’associazione Urukundo onlus, conducono progetti a favore dei pigmei, la parte più povera della popolazione burundese.

Giulia ci riporta le emozioni vissute durante questo intenso mese: “Quando mi chiedono cosa sono andata a fare faccio sempre un po’ fatica a rispondere, perché non è un’esperienza di volontariato come siamo soliti intendere, è una vera e propria esperienza di condivisione della vita dei preti, dei fratelli e dei novizi della Congregazione in cui siamo stati ospitati” e aggiunge “Ho provato un iniziale sentimento di impotenza nel confrontarmi con la realtà dei villaggi (e non solo, anche con quella del mercato di Gitega, dell’orfanotrofio, di Ipred, ovvero il centro per ragazzi di strada, del centro disabili). Uno dei primi giorni abbiamo conosciuto una suora italiana, Suor Erica, e parlandole di questo senso di impotenza, lei mi ha risposto: “Non è vero che non potete fare niente, potete portarci nel cuore”. Ed è questo che voglio fare ora, e voglio anche cercare di trasmettere e diffondere in Italia il più possibile di quest’esperienza, lo devo a tutti loro”. Eugenio invece ci spiega la delicata situazione dei pigmei nel Paese e ci racconta il lavoro svolto nel tempo trascorso in missione: “Nella Repubblica Democratica del Burundi vivono tre etnie distinte: gli hutu, i tutsi e i pigmei. Quest’ultima è in netta minoranza rispetto alle altre due etnie: una delle tante ragioni per cui i pigmei sono emarginati dal resto della popolazione e vivono isolati nelle campagne in luoghi spesso impervi e privi di ogni contatto con la società.
Uno dei più grandi aiuti che i pigmei ricevono sono opera dei membri della congregazione del Buon Pastore che grazie all’aiuto prezioso dell’associazione Urukundo onlus, porta avanti numerosi progetti (mattone, carta d’identità, adozioni a distanza, università), volti ad aiutarli, cercando di renderli indipendenti e soprattutto autosufficienti. In questi giorni abbiamo avuto l’opportunità di visitare numerosi villaggi e abbiamo deciso di iniziare anche noi un piccolo progetto, ma che potrebbe dare loro un grande aiuto: le CAM (Cartes Assurance e Maladie). In sostanza si tratta di un’associazione medica che viene concessa famiglia per famiglia, grazie alla quale si può accedere più concretamente ai servizi medico sanitari” e conclude definendo l’esperienza “un sogno che si è realizzato”.

Filippo Bargnesi
responsabile partenti CMD Fano
volontario Urukundo ONLUS

IL RACCONTO DI EUGENIO E GIULIA:
https://www.ildiso.it/2018/09/il-racconto-missionario-di-giulia-e-eugenio/

 

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