“Missione una grande opera di misericordia che deve essere vissuta dall’intera comunità” – La riflessione di una giovane al termine del ritiro invernale 2016

La riflessione della giovane Martina al termine del ritiro invernale 2016

SPICELLO –  Forse si pensa al ritiro  come un tempo dedicato al silenzio, a un ritiro silenzioso.
Tale silenzio, però, si può sperimentare soggiornando in una biblioteca, viaggiando in treno o dormendo. Ovviamente, per ritiro spirituale, s’intende qualcosa di più che stare fermi per un po’ di tempo. E’ molto di più che un esercizio religioso, che si potrebbe compiere senza riflessione o passione e in questi giorni, seppur due, oltre ad approfondire un documento molto importante quale l’Evangelii Gaudium di papa Francesco, ho riscoperto insieme agli altri quel incontro personale, spesso trascurato, con Gesù. Un rapporto a due che a causa dei mille impegni della vita quotidiana è spesso dimenticato e lasciato in un angolino.

Affiancato a questo rapporto “riscoperto” grazie al momento di deserto che ha fatto emergere un’altra me, abbiamo trattato il tema della missione. Missione intesa come una grande opera di misericordia che non deve essere vissuta dal singolo individuo ma dall’intera comunità. Una missione propria per il bene comune, una missione di pace e di fratellanza che, in questi tempi di guerra e di tensione sociale, non è ben capita né calcolata.  Questo grande e imponente tema è stato ulteriormente approfondito grazie alle varie testimonianze che si sono susseguite durante questi due giorni: Don Francesco in primis, ci ha evidenziato il fatto che non serve andare in missione in posti chissà quanto lontani ma basta guardarsi intorno e scoprire che proprio nelle nostre città ci sono persone che vivono in condizioni disagiate e che dunque hanno bisogno di aiuto; la testimonianza di Cesare in Africa e della sua esperienza, quella di Cecilia, una ragazza andata in missione per sei mesi in India e quella di Luca, un infermiere impegnato nel salvataggio di immigrati,ci hanno fatto capire che ogni popolo e cultura ha diritto di ricevere il messaggio di salvezza che è dono di Dio per tutti. Ciò è tanto più necessario se consideriamo quante ingiustizie, guerre, crisi umanitarie oggi attendono una soluzione. I missionari, come noi, sanno per esperienza che il Vangelo del perdono e della misericordia può portare gioia e riconciliazione, giustizia e pace.

Martina Mercurio

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