La mia “stella cometa” è uno smartphone!

Riceviamo nella nostra mail una lettera natalizia di un nostro fratello che è scappato dalla nostra amata Africa e ora si trova qui nel nostro territorio.

LA MIA ‘STELLA COMETA’ È UNO SMARTPHONE

Carissimi fratelli,
in prossimità del Santo Natale volevo inviare a tutti voi i miei più sinceri auguri. Sono musulmano e questa non è la ‘mia festa’, ma so bene quanto sia importante per voi cristiani e per il vostro cammino di fede. So che uno dei punti di riferimento del Natale è la ‘stella cometa’, una stella che indica il luogo dove è nato il Salvatore. Io purtroppo in questi anni non ho avuto stelle che mi guidassero, ma l’unica cosa è stato uno smartphone. E’ questo freddo strumento che spesso mi ha indicato la strada, mi ha consigliato se passare per lo Yemen o per il Sudan, se partire dall’Egitto o proseguire fino in Libia. E’ lui che mi ha permesso di comunicare con la mia famiglia, se non avessi avuto lo smartphone non avrei potuto indicare ai miei famigliari dove far inviare ‘dollari’ per i trafficanti che mi avevano preso prigioniero, trafficanti che mi hanno confezionato il ‘pacchetto viaggio’ su misura. Senza di lui, lo smartphone, i mesi terribili vissuti nelle carceri libiche sarebbero stati forse anni, forse non avrei neppure potuto scrivere questa lettera ed inviarvi i miei auguri. E’ lui, lo smartphone, che una volta arrivato in Italia ci mette in contatto con gli ‘scafisti di terra’ nella speranza di attraversare indisturbati il confine ed arrivare in Germania o in Svezia, sempre per chi ha altri soldi a disposizione. Certo il viaggio mi è costato tanto, sia in dollari ma soprattutto in dolori, atrocità, umiliazioni e disfatte. Sono uno dei tanti ‘fortunati’ che sono riusciti a partire dal proprio Paese in guerra, in miseria, in dittatura, ecc. Ma questa è la fortuna? Abbiamo speso tutto quello che avevamo per partire, le nostre famiglie hanno dato tutto nella speranza che noi potessimo avere un futuro migliore. Spesso dobbiamo ancora pagare riscatti ai trafficanti che minacciano le nostre famiglie in patria. Altrochè stella cometa, altrochè salvezza. Non so che fine mi aspetta: alcuni di noi più fortunati hanno avuto lo status di rifugiato, che per 2 o per 5 anni. In questi 2 o 5 anni dovremmo costruirci il futuro: lavoro, casa, istruzione, salute….
Qualche speranza però la tengo nel cuore: vedo che vi state adoperando ed impegnando per accoglierci e condividere il nostro futuro. Non sarà possibile aiutarci tutti, ma fare qualcosa anche solo ad uno di noi sicuramente sarà un segno di vicinanza e di speranza per tutti coloro che cercano fortuna nel vostro paese. Grazie e BUON NATALE!

Un tuo fratello profugo

A cura della Commissione Migrantes della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola

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