Il Brasile e le sue sfaccettature – P. Roberto Minora

Dodicesima “lettera dalla missione”: ci scrive padre Roberto Minora, missionario comboniano in Brasile.

Amici, un caro saluto da Balsas e il mio grazie per le mails ricevute. Nel sud del Maranhão siamo negli ultimi due mesi della stagione piovosa. Sto bene e sempre più ambientato nella città/diocesi che è considerata la culla della presenza comboniana nel nord-est brasiliano.. La gente ha una grande stima dei missionari arrivati qui nel lontano 1952, creando scuole, chiese, ospedale, dispensari, associazioni, sindacati… oggi la chiesa locale dispone di alcuni sacerdoti abbastanza giovani e da sei anni c’è il primo vescovo non comboniano… da 100% comboniana, oggi siamo l’unica comunità presente in diocesi.

Il comune è vastissimo: l’ultimo villaggio rimane a 240 Km dalla sede. La città, con circa 85.000 abitanti, ha due parrocchie, una più centrale e organizzata, affidata ai sacerdoti diocesani e l’altra più periferica (creata il 28 dicembre 2003) che continua con noi comboniani… La festa dei 10 anni di vita è stata molto bella e siamo riusciti – con l’aiuto della gente e di amici vicini e lontani – a comprare il terreno della futura chiesa di San Paolo Apostolo, estrema periferia di Balsas, dove la comunità si incontra e celebra nelle case, in attesa di avere laDezembro de Paz propria chiesa. La felicità è durata ben poco. L’11 gennaio, è improvvisamente crollata la chiesa della comunità vicina, dedicata a San Francesco de Assisi. Il 12 febbraio abbiamo lanciato la campagna “Francesco ricostruisci la mia chiesa” chiedendo mattoni, cemento ….e questo sta aiutando molto la comunità a ritrovare lo spirito della solidarietà e della missione!

Ho già visitato quasi tutte le 22 comunità della parrocchia, 9 in città e le altre all’interno. Mi trovo con p. Carlo e p. Cesarino e sono tornato ad essere il più giovane … incredibile ma vero! Grazie ai confratelli che sono stati qui, la casa ha un bel frutteto e, quando ho un po’ di tempo, mi dedico al recupero dell’orto…. fantastica terapia. Purtroppo il territorio è soggetto a una devastazione ambientale immensa, visto che da circa 30 anni Balsas è diventata la capitale della monocoltura della soia che è raccolta e poi trasportata per 840 Km, fino al porto di São Luís, da dove prosegue per rifornire i mercati di vari paesi.

Non c’è solo l’aggressione ambientale. Anche stanotte un giovane è stato assassinato vicino a noi. In febbraio i vescovi delle 12 diocesi dello stato del Maranhão hanno chiesto a tutte le comunità cattoliche di organizzare una processione/manifestazione, un segno contro la cultura di morte. Il carcere della capitale São Luís, controllato dai trafficanti di droga, oggi è considerato il più violento del Brasile (60 prigionieri assassinati lo scorso anno). Lo stato arriva sempre tardi e male. I tentativi di repressione della polizia hanno prodotto una catena di proteste, scontri e aggressioni in città, pullman incendiati, ustionati gravissimi e morti, tra cui la piccola Maria Clara. Lo stato vuole costruire una dozzina di nuovi carceri e nessun comune dell’interno accetta la proposta, pensando alle conseguenze negative. Il capitolo 5 di Matteo, letto in queste domeniche ci aiuti a trovare la giusta strategia nonviolenta. 

Qui a Balsas stiamo cercando di coscientizzare la gente e i politici a creare una struttura APAC, praticamente un carcere alternativo e “cristiano”, capace di recuperare e redirezionare la persona con un progetto di qualità di vita. Anche la campagna della fraternità, associata al tempo della quaresima che avrà come tema il traffico di persone sarà uno stimolo utile: molti giovani sono attratti da proposte incantevoli e poi diventano prostitute in vari paesi del mondo o braccianti schiavi nelle fazendas vicine.

C’è il Brasile della Coppa del Mondo, dell’economia emergente, del marketing e del turismo, che sta spendendo giorno e notte milioni di dollari per costruire e abbellire gli stadi, anticipando cosi la campagna elettorale delle elezioni presidenziali del 5 ottobre… e ci sono i brasiliani come dona Célia, 31 anni e 9 figli, in attesa del decimo che nascerà in maggio. Santinha, adolescente mamma che voleva essere pediatra. Irene, hanseniana con tre figli in carcere, praticamente abbandonata da tutti. La piccola Tônia da due anni in attesa di essere operata, e milioni di poveri che dopo la coppa, le elezioni e le olimpiadi, come sempre, riceveranno solo qualche briciola.

Un piccolo regalo: allego l´inno e la partitura della campagna della fraternità che accomuna tutte le comunità cattoliche del Brasile nel tempo quaresimale, avendo uno sfondo religioso, sociale e solidario. (01 Hino da Campanha da Fraternidade 2014)

Un abbraccio e buon cammino di preparazione alla pasqua. Robertoletra hino

P.Roberto Minora

Cx.P. 114- Missionários Combonianos

65800-000 Balsas (MA)- Brasil

Carta Postepay di Roberto Minora:

nº 4023 6006 4656 7869

 

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